Le mille leggende della città di Vigevano

Vigevano, Piazza Ducale, vista sul Duomo- Turista A Due Passi Da Casa

Visitiamo Vigevano, la città della stupenda Piazza Ducale e della Torre del Bramante, ma anche di tante leggende

Circondata dai boschi del Parco del Ticino, la città di Vigevano, in provincia di Pavia, dista 30 chilometri da Milano, è uno dei principali centri della produzione calzaturiera italiana, ma e nota anche per la stupenda Piazza Ducale. Questa località nasconde anche diverse leggende. La città appare anche in due film.

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Vigevano, Piazza Ducale, Torre del Bramante- Turista A Due Passi Da Casa
Vigevano, Piazza Ducale, Torre del Bramante- Turista A Due Passi Da Casa

COntenuto dell’articolo

  1. Consigli di viaggio
  2. Storia
  3. Piazza Ducale
  4. Torre del Bramante
  5. Castello Visconteo Sforzesco
  6. Museo della Calzatura
  7. Museo della Leonardiana
  8. Le leggende di Vigevano
  9. Il cavallo bianco di Ludovico
  10. Le cortigiane inquiete
  11. Una profezia veritiera
  12. La chiocciola d’oro
  13. San Bernardo e il diavolo
  14. Curiosità
  15. La gastronomia
  16. Cinque motivi per visitare Vigevano
  17. Come arrivo a Vigevano
  18. Ascolta il contenuto di questo articolo
  19. Ascolta l’articolo nel nuovo canale Spotify

Consigli di viaggio

Basta entrare e annusare l’aria della piazza Ducale di Vigevano per respirare l’atmosfera di “grandeur” che questo luogo ha avuto in passato. Il capolavoro di Bramante, arricchito dalle opere di Leonardo da Vinci e volute da Ludovico il Moro per questo quadrilatero sono tra le più belle d’Italia, tant’è che il maestro Arturo Toscanini definì la piazza “una sinfonia musicale su quattro lati”. Il regista Elio Petri la scelse per un film drammatico: “Il Maestro di Vigevano”. Ma Piazza Ducale non è l’unico morivo di visita. Si arriva a Vigevano per i suoi musei, qui c’è la storia della calzatura, per essere a due passi dalla Lomellina e dall’Oltrepo, e gustare i suoi prodotti tipici. E infine andare alla ricerca delle sue leggende.

Storia

Vigevano è un luogo di origine longobarda che durante i secoli fu spesso al centro di conflitti. La località pavese ebbe il suo massimo splendore sotto i Visconti e gli Sforza, che trasformarono questo luogo in residenza ducale e centro commerciale di notevole importanza per la lavorazione di lana e lino. Fu opera di Ludovico Sforza detto il Moro, l’abbellimento della città con l’ampliamento del castello che venne in seguito trasformato in residenza estiva. Grazie alle opere di Bramante questo maniero divenne una dimora di prestigio, mentre la Piazza Ducale fu l’atrio di ingresso al Castello stesso.

Piazza Ducale

Vigevano, Piazza Ducale, particolare- Turista A Due Passi Da Casa
Vigevano, Piazza Ducale, particolare- Turista A Due Passi Da Casa

La Piazza Ducale di Vigevano oggi è il salotto della città. Di origine quattrocentesca e considerata per la sua eleganza e armonia una delle più belle piazze d’Italia. Alla sua creazione contribuirono il Bramante e Leonardo da Vinci. L’intenzione di Ludovico il Moro era quella di creare un ingresso scenografico al palazzo Visconteo Sforzesco. La piazza vide la luce in soli due anni di lavori. Oggi si presenta come un rettangolo allungato di 134 metri di lunghezza e 48 di larghezza edificato su tre lati,mentre il quarto è occupato dalla facciata del Duomo. Sulle pareti fanno bella mostra affreschi e gli stemmi che la ornano. Sotto i portici hanno sede diverse attività.

Torre del Bramante

Vigevano, Piazza Ducale, Torre del Bramante- Turista A Due Passi Da Casa
Vigevano, Piazza Ducale, Torre del Bramante- Turista A Due Passi Da Casa

La Torre del Bramante è il simbolo di Vigevano. Sorge sul punto più alto della città. Costruita nel 1198, deve la sua forma attuale ma la forma a Donato Bramante. Dall’alto della torre si gode una panoramica completa sulla piazza, sul castello e sull’intera città.

Castello Visconteo Sforzesco

Tra le più grandi fortificazioni d’Europa, il Castello Visconteo Sforzesco venne costruito tra il 1344 e la fine del’400 per volere di Ludovico il Moro. L’attuale forma è dovuta al Bramante. Il castello si presenta come un insieme di edifici che occupano una superficie di oltre 70 mila metri quadri. 25 mila di coperture e 36 mila metri quadri di cortile. Meritano una visita la Falconeria, la strada coperta, la loggia delle Dame e le Scuderie.

Museo della Calzatura

Vigevano è nota per essere la città della calzatura e non poteva mancare un museo veramente ricco e rappresentativo di questo capo d’abbigliamento costruito per proteggere il piede. Il Museo Internazionale della Calzatura si trova all’interno del complesso del Castello Sforzesco ed è diviso in sezioni: la sezione storica ovvero la Stanza della Duchessa, la sezione Stilisti e Designer, poi si trovano quella quella Etnica e Wunderkammer, infine quella del Tacco a spillo. l’interno del museo vigevanese sono esposti assoluti capolavori tra le calzature che hanno fatto la storia di questo accessorio a partire dal rinascimento fino agli anni ’70 del secolo scorso.

Museo della Leonardiana

La città di Vigevano ospita anche un interessante Museo della Leonardiana che ha l’intento di offrire un approfondimento della vita e delle opere di Leonardo da Vinci, che in questa zona ebbe modo di passare diversi anni della sua vita. Il museo si trova all’interno del Castello.

Vigevano, Piazza Ducale, i portici e la Torre del Bramante- Turista A Due Passi Da Casa
Vigevano, Piazza Ducale, i portici e la Torre del Bramante- Turista A Due Passi Da Casa

Le leggende di Vigevano

La prima leggenda legata alla città di Vigevano narra che durante l’assedio del castello di Vigevano da parte delle truppe di Francesco Sforza, siamo nel 1449, donne e persone invalide diedero un forte contributo alla resistenza contro gli assalitori. Le donne entrarono in azione dopo che le truppe nemiche, feceri breccia tra le mura del castello. I soldi invasori di video davanti a un drappello di donne che, armi in pugno contrastarono l’avanzata nemica, riuscendo a mandare oltre le mura l’invasore. A comandare la truppa femminile fu, secondo a tradizione popolare Camilla, della nobile casata dei Rodolfi.

Il cavallo bianco di Ludovico

Un’altra leggenda narra che la notte seguente la drammatica sconfitta del duca Ludovico il Moro a Novara, nella battaglia combattuta tra l’8 e il 10 aprile 1500, un destriero di colore bianco irruppe nella piazza vigevanese a galoppo lanciandosi sulla rampa che, saliva all’ingresso del castello che si apriva nella base della torre. Si trattava del cavallo prediletto da Ludovico il Moro. L’animale non era stato portato in battaglia per evitargli ogni rischio. Si dice che il cavallo fosse alla ricerca del padrone. Trovata chiusa la porta del maniero, il destriero ritornò sulla piazza e cominciò a battere furiosamente gli zoccoli ferrati finché, all’improvviso, svanì nel sottosuolo. Leggenda vuole che i suoi calci avessero aperto un buco nel terreno e che l’animale vi fosse precipitato. Il corpo non venne mai ritrovato.

Le cortigiane inquiete

Un’altra leggenda che aleggia si Vigevano è quella delle cortigiane inquiete. L’ala del maschio del castello era quella in cui si trovavano gli appartamenti della duchessa Beatrice d’Este, moglie di Ludovico il Moro la quale, morì di parto durante la gravidanza del terzo figlio. Da quel drammatico evento l’ala del castello rimase disabitata da esseri umani. Perché, a quanto sembra, nelle calde notti estive, gli spiriti delle dame di corte di Beatrice si divertirebbero a passeggiare nei loggiati degli appartamenti femminili del castello

Una profezia veritiera

A volte il vino fa miracoli. In tutti i sensi. Questa leggenda di Vigevano narra di frate Michele, uno degli ospiti del convento domenicano di San Pietro Martire, che durante una passeggiata, incontrò un vignaiolo che stava lavorando alle sue viti. Frate Michele diede un consiglio al contadino, concludendo il discorso con questa frase: “Temo che, legata in quel modo, questa vigna farà l’uva solamente il giorno in cui io diventerò papa”. ” Beh, le assicuro, padre mio” rispose il vignaiolo “che presto lei sarà fatto papa, e a me toccherà venire a Roma a portarle il vino della mia vigna”. Mai profezia si mostrò più veritiera: nel 1566 Michele Ghislieri fu nominato papa e assunse il nome di Pio V. Ovviamente il vignaiolo vigevanese mantenne la sua parola e si recò a Roma per omaggiare il pontefice con il suo vino.

La chiocciola d’oro

Tra le leggende legate a Vigevano c’è quella della chiocciola d’oro. Tutto riporta ad una pubblicazione francese del 1810 in cui lo storico Ambrogio Basletta, narrò che “alla mezzanotte e un minuto del 31 dicembre di ogni anno, una chioccia fa tredici giri intorno alla vasta corte del castello”. La chioccia è in oro massiccio con due brillanti al posto degli occhi e il suo seguito di undici pulcini hanno occhi come piccoli rubini. Si dice che un fortunato che incontrò questa famigliola, pronunciando frasi misteriose, avrebbe visto trasformare la gallina in una splendida fanciulla e i pulcini in undici paggi biondi. Il giovane, sposando la ragazza pare sia diventato ricchissimo perché i paggi avrebbero portato in dote segreti per impossessarsi di un favoloso tesoro.

San Bernardo e il diavolo

L’ultima delle leggende legate a Vigevano narra di un brutto scherzo giocato dal diavolo a san Bernardo di Chiaravalle durante il viaggio verso la città per una predica. Il demonio, per impedirgli di raggiungere la destinazione, sfilò una ruota dall’asse della carrozza su cui viaggiava l’abate di Clairvaux. Il santo non si feve scoraggiare dall’azione satanica e afferrando con le mani il diavolo, ne adattò il corpo in guisa di ruota, così da poter proseguire alla volta di Vigevano. L’evento ispirò una festa in cui un pupazzo raffigurante il demonio viene calato da una corda tesa attraverso la via, sopra una catasta di legna di cui è stato appiccato il fuoco. Da come si sviluppa combustione, la popolazione trae auspici per i successivi dodici mesi.

Maggiori info sulle leggende di Vigevano a questo link

Curiosità

A Vigevano furono girate molte scene del film “Il maestro di Vigevano” film del 1963 di Elio Petri con Alberto Sordi. La città ducale è stata anche scelta da Luciano Ligabue per una sequenza del film “Made in Italy” del 2018, esattamente si tratta di un primo piano, quello tra Stefano Accorsi e Kasia Smutniak che si vede nel trailer.

La gastronomia

Siamo in provincia di Pavia, zona nota per le risaie, i vini dell’Oltrepò e i prodotti della terra. Il territorio di Vigevano offre qualcosa di molto particolare come il patè e il salame d’Oca. Si tratta di due eccellenze gastronomiche di questo territorio. Tra i primi piatti il riso è l’assoluto protagonista nelle minestre e soprattutto nei risotti.

Cinque motivi per visitare Vigevano

  • Per ammirare la sua Piazza Ducale, tra le più belle d’Italia
  • Per visitare il Museo Internazionale della Calzatura
  • Per ammirare opere nate dall’ingegno di Leonardo Da Vinci
  • Perché questa località ha dato il nome ad un film con Alberto Sordi: “Il maestro di Vigevano”
  • Per la sua cucina tipica

Come arrivo a Vigevano

Vigevano si raggiunge in automobile dall’autostrada A7 Milano-Genova, uscita Groppello Pavia, quindi si seguono le indicazioni per la destinazione finale. In treno, Dalla stazione di Milano Porta Genova si prendono i treni diretti a Mortara e Alessandria. L’aeroporto più vicino è quello di Milano Malpensa.

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