Isola Comacina, il “castél” dalle nove chiese sul Lago di Como

Unica sul lago di Como, l’isola Comacina è nota anche per essere stata in passato una fortezza, il castel, come la chiamano i locali

L’isola Comacina è un lembo di terra che emerge dal Lago di Como, all’altezza del comune di Tremezzina, dove il Lario forma un’insenatura. Siamo al confine con la “conca dell’olio”, il territorio considerato il più a nord d’Italia per la coltivazione dell’ulivo dal quale si produce un pregiato olio. Ma questo è anche il posto giusto dove mangiare i “misultitt”.

Isola Comacina, vista su Ossuccio - Turista a due passi da casa
Isola Comacina, vista su Ossuccio – Turista a due passi da casa

Ancora oggi gli abitanti di Ossuccio, il piccolo borgo che si trova di fronte, e da dove partono le imbarcazioni per raggiungere l’isola, la chiamano: “el castél” (il castello). In passato questo piccolo lembo di terra avrebbe ospitato ben nove chiese.

Contenuto dell’articolo

  1. Consigli di viaggio
  2. Le origini del nome
  3. La storia
  4. Il ricordo
  5. L’isola delle nove chiese
  6. Le altre chiese
  7. La cucina del lago di Como
  8. Cinque motivi per visitare l’Isola Comacina
  9. Come arrivo sull’Isola Comacina
Isola Comacina, chiesa di san Giovanni 2 - Turista a due passi da casa
Isola Comacina, chiesa di san Giovanni 2 – Turista a due passi da casa

Consigli di viaggio

L’isola Comacina è un luogo del lago di Como da visitare assolutamente. Ogni periodo dell’anno è buono per una gita sull’isola, meglio se nel mese di giugno durante la festa di San Giovanni. Per entrare sull’isola si paga un biglietto che è già compreso con quello dello scafo privato che parte da Ossuccio. Il ticket si acquista in loco. Sull’isola si trovano diversi spunti per fare foto meravigliose anche della sponda comasca del Lario e si può pranzare nell’unico ristorante aperto, dove si assapora la cucina locale. I prezzi sono nella media. Volendo si può portare anche la colazione al sacco e si arriva qui tranquillamente con la tutta la famiglia. Sull’isola Comacina è assolutamente da non perdere la visita ai resti della chiesa di Sant’Eufemia, così come quella attigua di San Giovanni.

Le origini del nome

L’aggettivo con cui è conosciuta oggi l’isola, ovvero Comacina, si farebbe derivare ad una interpretazione legata a “di Como” o “isola appartenente al lago di Como”, quindi come “isola del lago di Como”. Secondo il geografo bizantino del VII secolo, Giorgio Ciprio, il nome deriverebbe da “νήσος κωμανίκεια (nísos komaníkeia)”, riportandola al presidio bizantino ed alla resistenza di Francione. Ma chi sarà quest’ultimo?

La storia

Isola Comacina, vista su Sala Comacina - Turista a due passi da casa
Isola Comacina, vista su Sala Comacina – Turista a due passi da casa

Quella dell’isola Comacina è una lunga storia, ma partiamo dalla più recente. Il vecchio proprietario, Giuseppe Caprani, lasciò questo territorio in eredità al re Alberto I del Belgio, il quale la donò allo Stato italiano, che a sua volta la cedette al presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano con lo scopo ben preciso di costruire un villaggio per artisti e un albergo. Nel 1939 Pietro Lingeri costruì tre case per artisti, in stile razionalista. Su questo lembo di terra ci sono pochissime costruzioni recenti, tra cui un ristorante che si trova a pochi passi dal porto dove attracca il traghetto della Navigazione Lago di Como.

Isola Comacina, resti chiesa Sant'Eufemia - Turista a due passi da casa
Isola Comacina, resti chiesa Sant’Eufemia – Turista a due passi da casa

Il passato però ci porta molto indietro nei secoli, ad alcune fortificazioni che qui sarebbero state costruite e occupate successivamente dalla comunità romana degli Ausuciates, da cui deriva il nome di Ossuccio. Questa fu una delle ultime fortezze dell’Impero Romano d’Occidente. L’Isola Comacina fu anche una cittadella fortificata cinta da alte mura al cui interno sorgevano case e chiese. Per questo è chiamata ancora oggi “castél”. Per venti anni fu presidio bizantino comandato da Francione che fu al fianco di Milano nella decennale guerra contro Como.

Isola Comacina, resti chiesa Santa Maria - Turista a due passi da casa
Isola Comacina, resti chiesa Santa Maria – Turista a due passi da casa

Nel 1169, fu rasa al suolo dai comaschi alleati al Barbarossa. LO stesso condottiero impose il divieto di costruzione sull’isola e per secoli restò disabitata.

“Non suoneranno più le campane, non si metterà pietra su pietra, nessuno vi farà mai più l’oste, pena la morte violenta”. Fu questa la volontà di Federico Barbarossa.

L’isola Comacina (chiamata anche Isola di San Giovanni) non fu più abitata. Solo nel XVII secolo venne costruita una chiesetta dedicata a san Giovanni.

Il ricordo

Oggi ogni anno, ancora oggi, si ricorda la distruzione dell’isola e nel fine settimana che cade a ridosso del 24 giugno, festa di San Giovanni, il lago viene illuminato a giorno con migliaia di lumini galleggianti sulle acque, come a ricordare le anime di chi navigò da una sponda all’altra, scappando dalle proprie case in fiamme. Inoltre uno spettacolo pirotecnico ricostruisce l’incendio e la distruzione dell’isola.

L’isola delle nove chiese

Isola Comacina, resti chiesa san Faustino e Giovita - Turista a due passi da casa
Isola Comacina, resti chiesa san Faustino e Giovita – Turista a due passi da casa

Nel tempo l’isola Comacina fu tra i maggiori nuclei religiosi della diocesi comasca. Questo piccolo lembo di terra contava fino a nove chiese, tra le quali quella di Sant’Eufemia, considerata una delle basiliche più importanti del XI secolo. La tradizione vuole che questa basilica fu fatta costruire da S. Abbondio, vescovo e patrono di Como che qui portò il culto della Santa e vi depose gli Abundi, le antiche reliquie dei Martiri. I resti che possiamo vedere risalgono al 1031 e appartengono all’edificio religioso fatto costruire dal vescovo di Como Litigerio. La chiesa di Sant’Eufemia fu distrutta dai Comaschi nel 1169. L’edificio di culto aveva tre navate absidate con cripta.

L’isola fu importante presidio religioso e qui furono accolte le spoglie mortali del vescovo Agrippino, di cui oggi rimane l’epitaffio.

Le altre chiese

Isola Comacina, chiesa di san Giovanni - Turista a due passi da casa
Isola Comacina, chiesa di san Giovanni – Turista a due passi da casa

L’unica chiesa rimasta integra oggi è quella barocca di San Giovanni, al cui interno si possono vedere resti di murature romane e tardoromane, ma anche parte di fondazioni di una cappella romanica e resti di un battistero del V secolo. Sull’Isola Comacina si possono vedere i resti della chiesa di Santa Maria del Portico del XII secolo, quella di San Pietro in Castello e dei Santi Faustino e Giovita.

La cucina del lago di Como

Specialità tipica del Lago di Como sono i “misultitt”, ovvero agoni pescati e lasciati essiccare al sole e pressati con il sale nelle missolte di legno. Da qui il nome di questa specialità che si abbina alla polenta. Tra gli altri pesci le arborelle, il pesce persico con cui si prepara un favoloso risotto. Non mancano formaggi come la semuda, fatto di latte vaccino che si consuma con la polenta. Lo zincarlin, una sorta di ricotta aromatizzata. Tra i dolci tipici, ecco i tortelli di San Giuseppe, la miascia, la torta di pane e frutta o il braschin, una specie di focaccia dolce il pan mèino o pane di miglio. Chi arriva a queste latitudini acquista anche l’olio extravergine Dop del Lario.

Cinque motivi per visitare l’Isola Comacina

  • Per ammirare una piccola isola dalla storia affascinante
  • Per avere una prospettiva diversa del Lago di Como
  • Per passare una giornata immersi nella natura
  • Per visitare Ossuccio e il suo Sacro Monte
  • Per assaporare la tipica cucina del Lario

Come arrivo sull’Isola Comacina

L’isola Comacina si può raggiungere da Como con i battelli della Navigazione, oppure in automobile dall’Autostrada A9 Milano-Chiasso, uscita Lago, quindi seguendo la statale Regina fino ad Ossuccio. Da qui un servizio di battelli privati porta sull’isola.

In treno si arriva alla stazione di Como San Giovanni o a Como lago (ferrovie Nord) e si prosegue in battello

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