Fortunago, borgo dell’Oltrepò forse legato alla dea Fortuna, che oggi è apprezzato per la sua cucina e il suo vino, il Bonarda
Fortunago è un gioiello dell’Oltrepò pavese, che sorge sulle colline che dividono le valli del Coppa e dell’Ardivestra, un luogo dove ancora oggi camminando per strada si può sentire l’odore del pane cotto nel forno a legna e dove le stradine sembrano essere sospese nel tempo, ma anche dove la natura e il panorama sono di casa. Ma questo, si dice, sia anche il borgo dedicato alla dea Fortuna. Sarà così?
Contenuto dell’Articolo
- Spunti di visita
- Un Borgo dalle Radici Celtiche
- La visita
- Gusto e Tradizione
- Curiosità
- Come Arrivo a Fortunago
- Un tufo nelle grotte di Rescia
- La geometria delle Grotte di Cagno
- San Benedetto Po, il monastero Polironiano
- Le tracce dei Lanzichenecchi sulla chiesa di Santa Caterina a Corlazzo
- Ora, labora et pedala, da Abbiategrasso alla Certosa di Pavia
Spunti di visita
Arrivare si qui è una bella esperienza che ci porta alla scoperta di una zona dell’Oltrepò pavese dove regnano incontrastati i vigneti. Siamo nella terra del Bonarda, tanto per citare uno dei nettari che qui nascono. Certo, questa è anche zona di produzione del salame di Varzi, ma prima di entrare in una delle trattorie cittadine e assaporare questi prodotti, giriamo questa bella località che si trova in cima ad una collina. Se non si arriva in una giornata uggiosa, qui di spunti per foto panoramiche ce ne sono molte.

Girando per le viuzze di Fortunago ci si ritrova ad assaporare ogni istante con una profonda sensazione di pace e serenità. Il silenzio del borgo è interrotto solo dal dolce suono dei rintocchi delle campane, che scandiscono il passare delle ore.
Il silenzio del posto è una delle sue caratteristiche più affascinanti che ci permette di ritrovare un senso di calma e tranquillità. La domanda che mi sono posto prima di arrivare qui è stata: Perché visitare questo borgo? La risposta è semplice: Fortunago offre un’esperienza unica, tra le viuzze si trova la vera essenza dell’Oltrepò pavese.

Il consiglio è di visitare questa località in provincia di Pavia in primavera, quando nei boschi di roverella e castagno il paesaggio si trasforma in un mare di fiori: primule, narcisi e pervinche che decorano i sentieri, mentre nei campi coltivati il panorama si colora del giallo dorato delle spighe e dell’azzurro dei fiordalisi.
Un Borgo dalle Radici Celtiche
Un borgo dal nome strano: Fortunago, le cui radici sono molto antiche, infatti il nome potrebbe nascere da una derivazione celtica, il termine “Fortunacus” che potrebbe significare un’antica dimora vicino all’acqua. Qui vicino, infatti c’è una sorgente perenne che ha nutrito il borgo attraverso i secoli. Altri studiosi invece, legano il nome alla dea Fortuna, testimoniando questo luogo con il suo passato legato alle divinità pagane. Fortunago è un borgo che dall’invasione dei Celti nel V-III secolo a.C. ha attraversato epoche storiche affascinanti come la dominazione longobarda, il potere dei Malaspina e quello dei Visconti. Ognuna di queste epoche ha lasciato un segno indelebile nel borgo e nella sua cultura.

La visita
Fortunago è un borgo in cui si notato le case dalle facciate in pietra, ma è passeggiando per le stradine che si incontrano tesori storici come la torre medievale, ma anche i resti dell’antico castello e le chiese secolari che raccontano storie di fede e devozione. La chiesa di San Giorgio, con il suo trittico risalente al XVI secolo, e l’Oratorio del XVII secolo sono solo alcune delle gemme che rendono questo borgo unico nel suo genere.

Per quanto riguarda la chiesa, la costruzione risale al 1341. Di origine più piccola, fu ampliata con quella attuale. Ha una facciata in pietra con un affresco dell’Annunciazione sopra il portale, datato al 1644. Del vecchio edificio restano tracce nel presbiterio e nella sacrestia. L’interno, a tre navate, presenta diversi altari, tra cui quello dedicato a San Carlo con una tela del 1626. C’è poi un altare in legno del XVII secolo, dedicato al Sacro Cuore di Gesù.

Gusto e Tradizione
Certo, la visita al borgo è interessante, ma qui si vene soprattutto per assaporare i prodotti locali. Questo è un paradiso per i buongustai. Il pitto tipico è rappresentato dai malfatti, un piatto che possiamo a base di erbette locali e pangrattato, conditi con ragù o burro e salvia. Questo piatto, è considerato un’eccellenza dell’Oltrepò Pavese ed ha ottenuto il riconoscimento con il marchio De.Co dal Comune. Qui ci aspetta anche un fumante brasato, preparato con carne di manzo e insaporito con il vino Bonarda. Da non perdere il già citato salame di Varzi: un’eccellenza culinaria con radici longobarde dall’aroma e sapore unici.
Curiosità
Ci sono due curiosità legate a Fortunago: la prima è che questa località è stata scelta dal regista Paolo Virzì come location per alcune scene del film: “Il Capitale Umano”. Il set presso la Villa “La Dominante”, in località Montebelletto. La seconda è che qui è ambientato il romanzo noir “Ultima notte in Oltrepò”, del giallista pavese Alessandro Reali.
Come Arrivo a Fortunago
Fortunago si raggiunge in auto seguendo da Milano, seguendo l’autostrada A7 in direzione di Casei Gerola. Quindi si prosegue sulla SP 206 fino alla tangenziale di Voghera, superata la località si continua sulla SS 10 verso Torrazza Coste, superando le frazioni di Schizzola e Arpesina, fino ad arrivare a Fortunago. Chi arriva da Pavia, SS 35 in direzione di Borgo Ticino, quindi tangenziale di Casteggio, superato il comune si continua sulla SP 203. fino a destinazione. Non ci sono stazioni ferroviarie in zona e gli aeroporti più vicini sono quelli di Milano, Malpensa e Linate.
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Una risposta a “Fortunago,il borgo dell’Oltrepò della Dea Fortuna, Oggi Oasi di Tradizioni e Gusto”
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