Un tour alla scoperta della Sicilia Occidentale, da Palermo a Palermo, tra dominazione greca, romana, araba e normanna, la seconda tappa ci porta alla Tonnara di Scopello
Un tour alla scoperta della Sicilia Occidentale, tra storia, mare, profumo di barocco. Un tragitto che, viste le distanze di alcuni luoghi da raggiungere, può diventare l’idea per una vacanza itinerante di quindici giorni andando alla ricerca dei sapori autentici che solo questa regione ci può dare. La seconda tappa è a Castellammare del Golfo.
Contenuto dell’Articolo
- Spunti di Visita
- Seconda tappa Castellammare del Golfo
- La Leggenda del Santuario
- Il Castello
- La Tonnara di Scopello
- La Storia della Tonnara
- Prima tappa: Palermo
- Terza tappa: La Riserva dello Zingaro
- La tonnara di scopello, dalla mattanza dei tonni a luogo di relax e villeggiatura
- Scicli, insolito tour tra mascheroni e barocco siciliano
- Erice, come toccare il cielo con un dito
- Sulle tracce dell’antica Eraclea Minoa
- I mosaici della Villa del Casale
Spunti di Visita
La Sicilia è un’isola dal fascino invidiabile, dalle località uniche per storia e tradizioni, un territorio ricco di contaminazione di popoli, e alcune tra le spiagge più belle d’Italia dove il mare è come quello che si vede in cartolina.
Il passato qui ha il profumo dell’antica Grecia, coi templi di Segesta e Selinunte, nella valle dei Templi ad Agrigento. Qui si trovano tracce del glorioso periodo romano, le cui testimonianze sono visibili nella romana villa del Casale a Piazza Armerina.

Ovunque ti giri resti inebriato dalla contaminazione araba, per non parlare del Barocco che, proprio su quest’isola ha vissuto un periodo d’oro. Riviviamo queste atmosfere visitando Ragusa, Scicli e Noto. Ma la Sicilia è molto più di questo, è terra ospitale con gente cordiale che mette a proprio agio il turista, anche quello che sceglie l’isola solo per una vacanza dedicata al mare e al relax.
Non mancano, infatti, favolose spiagge di sabbia e spettacolari luoghi come la Scala dei Turchi ad Agrigento, tanto per citarne uno. Per scoprire l’intera isola occorre più di un mese di tempo, mentre nelle due settimane a disposizione, si può organizzare una visita della zona sud occidentale di questa regione, partendo da Palermo, capoluogo della Sicilia e città simbolo per eccellenza dell’isola.

Due settimane di tempo per vedere il meglio dell’isola, girando con l’auto presa a noleggio, in completa libertà, senza orari stabiliti (se non quelli obbligati dei musei e delle zone archeologiche). Solo così possiamo godere al meglio questi luoghi, apprezzandone suoni, colori e sapori.
Non scordate la reflex e le batterie di scorta. L’isola offre molti spunti per scatti e riprese favolose. Per i pernottamenti scegliete sempre gli agriturismi, sarà un’esperienza indimenticabile. Lungo il tragitto ne trovate diversi. In alternativa i B&b, anche questi vi offriranno una calda accoglienza. E non dimenticate di assaporare a colazione la brioches con la granita siciliana e i cannoli.
Seconda tappa Castellammare del Golfo
Castellammare del Golfo è un borgo marinaro legato alla pesca e alla lavorazione del tonno.
Siamo alle pendici del complesso montuoso di Monte Inici nell’omonimo golfo. Oggi è uno dei più rinomati centri balneari della Sicilia. Molto suggestiva è l’antica scalinata che porta alla marina.

Da visitare la Chiesa Madre, risalente al 1726 e costruita sulle fondamenta di un antico edificio. Al suo interno custodisce la statua maiolicata della Madonna del Soccorso, della seconda metà del 1500 e diversi affreschi di Giuseppe Tresca. Da visitare anche la Chiesa della Madonna del Rosario, adiacente al castello. Eretta intorno all’anno 1100, ha un portale con un bassorilievo dedicato alla Madonna col Bambino con i Santi ed il Crocifisso, attribuita al Gagini. Vi è poi il Santuario della Madonna della Scala, una piccola chiesa vicina al porto. e naturalmente il castello.
La Leggenda del Santuario
Legata al Santuario della Madonna della Scala è legata la leggenda che narra di un temporale che si scatenò la sera del 7 settembre 1641 e di una ragazza che pascolava il gregge sui monti che cercò riparo dalla pioggia in un antro scavato da un fulmine poco prima. In quella piccola grotta trovò una scatola di rame arrugginita che conteneva a sua volta un’altra piccola scatola d’argento che riportava il monogramma della Vergine e una croce.
Al ritrovamento della scatolina il temporale cessò e la pastorella fu ritrovata dai familiari disperati. La scatola ritrovata fu consegnata all’arciprete di Castellammare che quando la aprì, vi trovò al suo interno una croce d’argento e un reliquario contenente l’immagine della Madonna con in braccio il Bambino Gesù, tutto adorno di gemme e d’oro. Si parlò di miracolo e sul luogo del ritrovamento fu edificata una chiesa.

Il Castello
Castellammare del Golfo ospita anche il cosiddetto Castello a mare, che fino agli anni ottanta era lambito dalle acque, e da una vasca naturale delimitata da scogli nota come “vasca della regina” che secondo una leggenda fosse in uso alla regina del castello. La costruzione del maniero risalirebbe attorno al X secolo ad opera degli arabi. Passò ai Normanni, fu fortificato dagli Svevi che aggiunsero le mura difensive e le torri.. Distrutto nel 1316 durante le lotte tra Angioini e Aragonesi, fu poi ricostruito. Passò più volte di mano. Oggi ospita al suo interno un polo museale.
Sul suo territorio di Castellammare del Golfo ricadono i faraglioni di Scopello, la baia di Guidaloca, le Terme Segestane e la parte più orientale della riserva naturale orientata dello Zingaro che è una delle nostre mete.
La Tonnara di Scopello
Il nome Tonnara indica che qui sorgeva un polo per la lavorazione dei tonni che per secoli è stata una delle attività principali dell’economia delle coste siciliane. Secondo alcuni storici, la pesca di questo pesce era conosciuta in epoca preromana, mentre secondo altri studi, la tonnara di Scopello venne ricostruita ed utilizzata dagli Arabi. Si tratta comunque di un luogo intriso di storia e dalla suggestiva bellezza paesaggistica.

Quello che visitiamo ( l’ingresso è a pagamento) è un vero e proprio museo dove si scopre tutto sull’antica tradizione della pesca dei tonni. Qui il link all’articolo sulla Tonnara di Scopello Nei locali della Tonnara si possono vedere gli attrezzi usati per la pesca e la lavorazione dei tonni, l’arte tessile per comporre le reti e si ammirano le imbarcazioni originali. Diverse fotografie mostrano poi i volti dei “tonnaroti” e la mattanza, la lotta cruenta tra l’uomo e i pesci.
La Storia della Tonnara
Nucelo della Tonnara è il Marfaggio, il luogo dove si riponevano le imbarcazioni, risale intorno al XIII secolo. Sopra il borgo marinaro sorge la torre di guardia, una delle tantissime torri di avvistamento che si trovano sulle coste Siciliane. La Tonnara fu acquistata da una famiglia nobile di Trapani e subì diverse trasformazioni tra il XV e il XVI secolo. Passò poi ai Gesuiti che apportarono diversi miglioramenti. Il complesso fu poi vinto al un’asta pubblica dalla famiglia Florio nel 1874. Furono loro a incrementare la produttività della pesca, fino alla sua chiusura.
Qui il link per la visita

Nel mare di fronte alla Tonnara si ergono i faraglioni. Qui ci concediamo un bel bagno in mare.
Ci fermiamo in zona per la notte. Il giorno seguente ci aspetta un luogo dove la natura è incontaminata: la Riserva Naturale dello Zingaro. Ma di questo parleremo nel prossimo post.
Se ancora non lo hai letto, vai all’articolo su Palermo
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