Punto di partenza per una escursione alla Sacra di San Michele, Sant’Ambrogio di Torino è un interessante borgo tutto da scoprire, così come la sua cucina
Nascosto all’imbocco della maestosa valle di Susa, tra le pieghe delle terre che un tempo sono appartenute al re Vidigulfo e ai Burgundi, sorge un gioiello storico piemontese: il borgo di Sant’Ambrogio di Torino. Siamo ai piedi del Monte Pirchiriano sulla cui vetta troneggia la Sacra di San Michele. Questa località sviluppata lungo la via Antica di Francia è testimone di antiche vicende e crocevia strategico nei secoli passati ed ha saputo saputo conservare intatto il fascino di allora, mescolando con maestria elementi antichi e moderni che si possono incontrare lungo le sue vie.
Contenuto dell’Articolo
- Spunti di Visita
- Storia
- Le Torri e le Corti
- Le Chiese
- Le Fontane e la Cappella di San Rocco
- Il Sentiero per la Sacra di San Michele
- La Cucina
- Come Arrivo a Sant’Ambrogio di Torino
- La Sacra di San Michele
- La Linea di San Michele
- Sacra di San Michele, Misteri e Leggende
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- Una Visita a Croveo tra Marmitte del Diavolo, Chiesa Parrocchiale e Leggende
Spunti di visita
Ammettiamolo, Sant’Ambrogio di Torino può sembrare solo la base di partenza per raggiungere la Sacra di San Michele, si parcheggia l’auto e ci si incammina lungo il sentiero per arrivare lassù, in cima. Ma prima di salire fino alla Sacra, val forse la pena fare quattro passi per il centro storico di questa cittadina, respirare l’aria della sua storia, inebriarsi della bellezza delle sue torri. Insomma, si arriva qui per tutt’altro scopo, si finisce per prendere i classici due piccioni con una fava. Si sale alla Sacra e si vista il centro storico di questo borgo. Tutto in una giornata. Per scoprire che questo luogo è molto più di un semplice borgo: è un viaggio nel tempo, un’esperienza che unisce storia, arte e spiritualità. E poi c’è la cucina. Impossibile andarsene da qui senza aver assaporato almeno le siùle piene o i biscotti di meliga.
Storia

Le prime tracce della presenza di Sant’Ambrogio di Torino risalgono al periodo dell’anno Mille, anche se è con l’ascesa dei Longobardi che viene attribuito a questo villaggio il nome “sant’Ambrogio”. Questo era l’ultimo avamposto al confine con il Regno dei Franchi. A ricordo dell’importanza di questo borgo restano le torri che svettano oggi nel tessuto urbano e che facevano parte della Cinta Muraria del XIII secolo.
Le Torri e le Corti

Il primo elemento che caratterizza Sant’Ambrogio di Torino è la presenza delle torri. Ci si imbatte in esse camminando lungo la via principale. Quattro quelle principali, ovvero: la torre della Dogana, la torre del Palazzo del Feudo, la Torre Comunale e la Torre Campanaria.
Come detto facevano parte del sistema difensivo di questa località. Sono caratterizzate da una struttura quadrangolare e sono state costruite usando pietre e ciottoli di fiume intrecciati a spina di pesce. A conferire una certa presenza è anche il coronamento in laterizio, utilizzato a scopo decorativo fino al XIII secolo. Facevano parte delle mura.
La Torre della Dogana era quella in cui venivano esatte le gabelle. Siamo anche all’altezza del punto in cui sorgeva anticamente la prima porta urbica costruita lungo la via di Francia. Oggi non esistono più perché sono state abbattute all’inizio del XIX secolo.

La Torre del Feudo si trova in via Umberto, all’altezza del civico 80. Quelli che vediamo sono i suoi resti. La torre risale al XVIII secolo. Oggi è inglobata in un edificio. sorge dove si apre un grande arco in pietra che conduce a un cortile con il broletto. L’edificio, rimaneggiato nei secoli, presenta due poderosi archi in pietra sostenuti da una colonna decorata. Una parte del piano signorile è un edificio privato, mentre sul muro laterale si trova una bifora con decorazioni a foglie d’acanto. I muri del broletto, alti 6 metri, sono costituiti da pietre ben lavorate distribuite a corsi ordinati.

Non solo torri, ma lungo la via si incontrano edifici con corti, tra cui una struttura di grandi dimensioni, forse un tempo destinato a prigione o a tribunale del XIII secolo. Nel cuore antico del borgo si trova, invece la Torre Comunale, sempre del XIII secolo. Si trova sul piazzale della Chiesa in prossimità della parte nord-ovest del borgo. È stata restaurata a metà degli anni ’90 e all’interno sono state rinvenute tracce di un affresco medioevale risalente al periodo tra il XIII e il XIV secolo. Si tratta delle “Dame Danzanti” che decorava la parete est della torre. Qualcosa di unico nel panorama artistico del Duecento per il suo tema profano.
Le Chiese
La spiritualità e la devozione si fondono con l’architettura nel cuore di Sant’Ambrogio, dove la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Vincenzo si erge con maestosità. Risalente alla seconda metà del 1500, la chiesa è stata completamente riedificata nel XVIII secolo su progetto di Bernardo Vittone. L’interno è a navata unica e custodisce affreschi di Luigi Morgari, una pala dell’altare maggiore che è attribuita a Michele Antonio Milocco e l’ancona della Madonna con Bambino e Santi, attribuita alla scuola di Bernardo Lanino.

Accanto alla chiesa sorge il possente Campanile dalla imponente struttura gotica. E’ stato costruito al posto della vecchia torre campanaria della chiesa romanica. Ha base a pianta quadrata. La cella campanaria del XIII secolo è nel tratto intermedio. Alcune bifore e un antico orologio si trovano sulla parte superiore. La cuspide è in stile gotico.
Le Fontane e la Cappella di San Rocco

Sant’Ambrogio di Torino non è solo storia e spiritualità, nel centro storico spiccano le sue fontane e la suggestiva Cappella di San Rocco, risalente al XVII secolo. Situata all’inizio della mulattiera che sale verso la Sacra di San Michele. Eretta nel XVII secolo, ha pianta rettangolare ed ha una sola navata. Un tempo era il rifugio durante le epidemie.
Il Sentiero per la Sacra di San Michele

Il vero tesoro di Sant’Ambrogio di Torino però si trova oltre i confini del borgo, sulle pendici che si ergono dietro la Torre della Dogana, ovvero la Sacra di San Michele. Qui il link all’articolo. Attraverso un antico sentiero si può si raggiunge questa imponente abbazia, le cui mura raccontano di saccheggi, distruzioni e ricostruzioni. Abbazia cui sono legate parecchie leggende. Qui il link all’articolo. Ma non è tutto. Si dice anche che la Sacra faccia parte della Via Angelica detta anche Via Michelita. Se volete saperne di più, questo è il link all’articolo. Dall’alto della Sacra di San Michele si gode di un panorama mozzafiato che abbraccia la pianura sino alle vette della val di Susa.
La Cucina
Dopo aver visitato la Sacra e dopo aver scoperto la bellezza di questo piccolo borgo piemontese, non resta che assaporare la cucina locale. Tra le proposte culinarie tipiche di Sant’Ambrogio di Torino ci sono le siùle piene, ovvero cipolle ripiene. Ricetta di cui ogni famiglia conserva con gelosia la propria personalizzazione. Si tratta di un piatto a base di cipolle, pane raffermo, parmigiano burro e sale. Da provare le rave fricasà, anche in questo caso cipolle ripiene con rape fritte. O ancora le Paste ‘d Melia, ovvero paste di Meliga, un antico grano piemontese e quelle di Sant’Ambreus. Infine l’Elisir dell’Abate, un liquore tipico del paese che vi stupirà.
Come arrivo a Sant’Ambrogio di Torino
Sant’Ambrogio di Torino si raggiunge in auto dalla autostrada A32 (Torino – Frejus) uscita Avigliana Ovest, quindi si procede sulla SS. 24 in direzione Susa fino alla deviazione per Sant’Ambrogio. Oppure uscita Avigliana Est, quindi percorrendo la SS. 25 (in direzione Susa) fino a Sant’Ambrogio.
In Treno, la stazione ferroviaria è sulla linea Torino–Modane. L’aeroporto più vicino è quello di Torino Caselle.
Info
Link al Comune di Sant’Ambrogio di Torino
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