Sacra di San Michele, misteri e leggende

La Sacra di San Michele, in Piemonte e le sue leggende

La Sacra di San Michele è il simbolo della regione Piemonte e si trova in cima ad uno sperone roccioso a Sant’Ambrogio di Torino, all’imbocco della val Susa per chi proviene dal capoluogo piemontese. Questa basilica, da sempre, ha alimentato diverse leggende che gli abitanti della valle conoscono molto bene.

Sacra di San Michele, corpo centrale – Turista a due passi da casa

Le leggende

  1. Alda
  2. La via Michelita
  3. Gli Angeli
  4. Lo scalone dei morti
  5. Il monte Musinè
  6. Cinque motivi per visitare la Sacra di San Michele
  7. La linea di San Michele
  8. Come Arrivo alla Sacra di San Michele
  9. Audioguida
  10. Video
  11. La Sacra di San Michele

Alda

La prima è quella più nota delle leggende è quella legata ad una fanciulla di nome Alda, una ragazza molto carina che sfuggì all’assalto dei soldati di Federico Barbarossa durante un tentativo di rapirla mentre lei saliva al monastero.

La ragazza, pia e devota, si divincolò correndo verso la torre del tempio pregando gli Angeli e la Madonna che l’aiutassero. Si buttò nel vuoto, ma il suo appello venne accolto, così lei si salvò atterrando sana e salva.

Dopo quell’episodio, sentendosi immortale, e in preda alla superbia, raccontò quanto successo, convinta che potesse rifare quel gesto ogni volta che ne avesse avuta voglia. Nessuno ci credeva, ma lei tornò sulla torre e si gettò nel vuoto. Morì sfracellandosi al suolo.

Un detto locale dice che il pezzo più grande che ritrovarono di lei fu l’orecchio!

Sacra di San Michele, Torre bell’Alda – Turista a due passi da casa

Di quella torre oggi restano solo le rovine che vengono tuttora ricordati come Torre della bell’Alda.

La via Michelita

Anche le origini del santuario sono avvolte dalla leggenda. Come quella nota della Via Angelica detta anche Via Michelita. Si tratta del percorso medievale fatto dai pellegrini che percorrevano una ipotetica linea tra le Basiliche di Mont Saint Michel in Normandia e quella di Monte Sant’Angelo in Puglia.

Tra le due, esattamente alla metà del cammino, si trova la Sacra di San Michele. Dista infatti 1000 Km dall’abbazia francese e altrettanti da quella pugliese.

Narra la leggenda che questa via fu tracciata da una spada: quella di San Michele in lotta col demonio. A testimonianza ci sarebbe una fenditura che collega le tre basiliche a lui dedicate.

Gli Angeli

Sacra di San Michele – Turista a due passi da casa

Un’altra storia fantastica legata alla Sacra torinese è quella che vuole la nascita della basilica dopo l’apparizione di alcuni Angeli. San Giovanni Vincenzo nel X secolo voleva costruire un’abbazia sul Monte Caprasio, ma le pietre che lui posava di giorno… sparivano la notte. Preso dal dubbio dei furti, una notte rimase sveglio e, con stupore vide apparire dal buio alcuni angeli, che prelevati i massi, li depositavano sul monte Pirchiriano. San Giovanni decise di abbandonare la costruzione nel luogo prescelto per quello indicato dagli Angeli. Da quel giorno i lavori non si interruppero più.

Questa leggenda ricorda una simile che riguarda il Monastero di Hosoviotissa sull’isola di Amorgos, in Grecia. In questo caso, sarebbero spariti gli attrezzi da lavoro al capo del cantiere. Un giorno li trovò sulla roccia. Decise di costruire il Monastero proprio in quel punto.

Tornando alla leggenda sulla Sacra di san Michele, si dice anche che lo scrittore Umberto Eco, abbia preso ispirazione da questo monumento per scrivere il suo capolavoro “Il nome della rosa”.

Lo scalone dei morti

Legato allo “Scalone” oggi conosciuto come Scalone dei Morti e che un tempo pare fosse nominato lo “Scalone dei Sorci” è la storia del vecchio sacrestano. Ogni sera era solito chiudere la porta d’ingresso per nulla intimorito dalla presenza degli scheletri e dai pipistrelli che volteggiavano tra i gradini e le nicchie. In una sera tempestosa, mentre saliva le scale, una folata di vento gli spense la torcia. Impaurito, l’uomo cominciò a cercare i gradini e un appoggio per salire il più in fretta possibile i gradini, ma un’altra folata di vento gli chiuse la porta.

Nel buio più totale sentì lo sfregamento di ossa sulla pietra. Terrorizzato cominciò ad urlare, affinché l’Abate, che si era tardato nelle preghiere, andò in suo soccorso. Quando lo trovò, il sacrestano raccontò di uno scheletro che si muoveva sullo scalone.

Si fece coraggio e si avvicinò con la torcia a quello che sembrava un morto vivente, in realtà era solo un topo che si era intrufolato nel teschio. Il roditore si era spaventato per i rumori e correndo via, fece rotolare il teschio per lo scalone.

Il monte Musinè

Infine c’è una leggenda che riguarda il Monte Musinè, una montagna vicina alla Sacra, e alla consacrazione della Chiesa. Tutto riporta al Vescovo Amicone che andò a consacrare il tempio sul monte Pirichiano, di fronte al Musinè. Quella notte gli abitanti della valle assistettero ad uno spettacolo misterioso: videro nel cielo scie di fuoco che illuminarono la chiesa, dando l’idea di un incendio.

La chiesa di San Michele è costruita sul Monte Pirichiano, derivazione di Porcarianus o monte dei Porci, mentre Musinè è un termine dialettale piemontese e significa “asinello”. Il bene di fronte al male, il drago di fronte a San Michele. Può essere questa l’interpretazione di questa leggenda.

La Sacra di San Michele si trova a Sant’Ambrogio di Torino, all’inizio della Val di Susa.

Cinque motivi per visitare la Sacra di San Michele

  • Per ammirare il simbolo del Piemontese
  • Per fare il trekking che da Sant’Ambrogio di Torino conduce alla Sacra
  • Per visitare questo stupendo luogo
  • Per ammirare il panorama dalla Sacra
  • Per scoprire se queste leggende sono reali

Come arrivo alla Sacra di San Michele

La Sacra di San Michele si può raggiungere in auto o a piedi. In auto, da Torino seguendo l’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia in direzione Frejus, uscita Avigliana Centro. Quindi si seguono le indicazioni per Giaveno Sacra di San Michele. Il parcheggio per le auto si trova al Piazzale Croce Nera, a circa 10 minuti di cammino dall’abbazia. A piedi si può partire dall’abitato di Chiusa di San Michele oppure si segue la mulattiera che la collega all’abitato di Sant’Ambrogio. Percorrendo questa via si incontrano le stazioni della Via Crucis.

RIPRODUZIONE RISERVATA