Navigli di Milano, villa sul Naviglio Grande- Turista a due passi da casa

I Navigli di Milano, da Leonardo a luogo di svago e turismo

Un genio: Leonardo da Vinci. Un’opera idraulica che ha fatto diventare Milano una città sull’acqua. Il suo capolavoro: i Navigli, ovvero una storia antica che oggi è più viva che mai.

Leonardo da Vinci ha trascorso buona parte della sua vita in Lombardia lasciando tracce indelebili del suo lavoro, soprattutto per quanto riguarda l’ingegneria idraulica. Una delle testimonianza è rappresentata dai Navigli.

I Navigli, luogo di turismo

Navigli di Milano, una chiatta per il trasporto delle merci - Turista a due passi da casa
Navigli di Milano, una chiatta per il trasporto delle merci – Turista a due passi da casa

E proprio queste vie d’acqua, in passato arterie di comunicazione con l’Europa, sono meta oggi di un turismo rivisitato. Si naviga, si passeggia o si pedala sulle rive. Le alzaie che una volta erano utilizzata dai buoi per trainare le chiatte sul fiume, oggi sono solcate da appassionati della bicicletta che, soprattutto d’estate, vanno alla ricerca di un po’ di frescura e di strade lontane dal traffico veicolare.

Questo il presente, ma il passato?

Leonardo, arrivò in Lombardia nel 1482, entrò alla corte di Ludovico il Moro con l’incarico di costruire macchine belliche, finì per appassionarsi ai Navigli, tanto che fu lui ad inventare le cosiddette “porte vinciane”, un’idea realizzata per la Martesana che viene utilizzata ancora oggi nei canali e sui fiumi di tutto il mondo. Leonardo lavorò e studiò a Milano, Vigevano e Pavia, si concesse lunghe giornate sul corso dell’Adda e della Martesana, sul Naviglio Grande e nelle valli lombarde e proprio questi corsi d’acqua furono le sue arterie di spostamento.

L’acqua come via di comunicazione tra monti e pianura, tra Nord e Sud Europa.

Per molti secoli, non solo i milanesi, utilizzarono questi canali per il trasporto di merci e uomini. Pedalando, o passeggiando lungo le sponde oggi è facile imbattersi in ville sfarzose dal passato luminoso, talune in rovina, altre perfettamente ristrutturate. Sono state dimore di villeggiatura della nobiltà e della ricca borghesia.

Navigli di Milano, Robecco sul Naviglio- Turista a due passi da casa
Navigli di Milano, Robecco sul Naviglio- Turista a due passi da casa

Alcune di queste ville sono arricchite da parchi, giardini o sono integrate con il sistema agricolo. La rivoluzione industriale trasformò i navigli. Sorsero centrali elettriche, cartiere che soppiantarono i mulini ad acqua. Oggi restano esempi di grande qualità architettonica o ruderi di edifici dismessi o bombardati durante le guerre e mai più ricostruiti. Sul territorio è notevole la presenza di chiese ed abbazie. Segno che anche il clero si avvicinò ai Navigli.

I canali

Alcuni dei canali sono ancora navigabili. Oggi battelli turistici ripercorrono parte del tragitto. Il sistema Navigli conta su 5 canali: Bereguardo, Grande, Martesana, Paderno e Pavese. Sono tutte costruzioni artificiali. Sono le più antiche d’Europa.

I lavori per la realizzazione iniziarono nel XII secolo. Leonardo Da Vinci intuì la possibilità di collegare Milano con il Lago Maggiore (attraverso il fiume Ticino), ma anche con il lago di Como (passando dal fiume Adda), con la città di Pavia e quindi con il fiume Po e da qui raggiungere il mare Adriatico.

Naviglio Grande

Navigli di Milano, approdo sull’acqua- Turista a due passi da casa

Il Naviglio Grande è il primo dei canali del cosiddetto “sistema dei Navigli milanesi”. Risale al 1177. Da semplice fossato che, ampliato prese il nome Ticinello, nel 1209 arrivò a Milano, dove venne costruita la darsena (1272) rendendolo di fatto navigabile. Milano era così collegato via acqua con il Lago Maggiore e la Svizzera. Trasportava a Nord sale, lino e cereali, faceva arrivare in città carbone, vini, carni, pesce, legna e i marmi utilizzati per la costruzione del Duomo.

Naviglio Pavese

Il Naviglio Pavese segue, invece, l’antica via postale tra Milano e Pavia. Voluto dai Visconti, nel 1359, per mantenere lo splendore del parco del Castello di Pavia dove Gian Galeazzo amava cavalcare, i lavori procedettero a fasi alterne. Si fermarono sotto il dominio spagnolo e ripresero con Napoleone, anche se l’inaugurazione avverrà solo il 16 agosto del 1819 alla presenza di Ranieri, Arciduca d’Austria e Viceré del regno Lombardo-Veneto. Dalla Darsena passando per Binasco e Pavia, in Naviglio sfocia nel Ticino. Da qui raggiungere il Po è un attimo.

Naviglio di Bereguardo

Il Naviglio di Bereguardo è stato scavato tra il basso Medioevo e il XIX secolo. Nasce dal Naviglio Grande, a Castelletto di Abbiategrasso e raggiunge il Ticino al ponte di Bereguardo. I lavori iniziarono nel 1420 per volontà di Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, per collegare Milano con il Ticino, ma con la successiva apertura del Naviglio pavese, questa via d’acqua perse importanza.

Navigli di Milano, il Naviglio di Bereguardo - Turista a due passi da casa
Navigli di Milano, il Naviglio di Bereguardo – Turista a due passi da casa

Naviglio della Martesana

Il quarto Naviglio è quello della Martesana, che affianca l’antica strada romana (oggi SS11 padana superiore) risale al 1496, per volontà di Ludovico il Moro. Venne costruito in soli tre anni e scorre da Trezzo sull’Adda a Milano. E’ il collegamento tra il capoluogo lombardo col fiume Adda e con il Lago di Como. Anticamente veniva utilizzato per muovere macine, torchi, ma anche dava acqua a filatoi e cartiere.

Naviglio di Paderno

Infine il Naviglio di Paderno, ideato da Leonardo che all’inizio del ‘500, fu ospite dei conti Melzi a Vaprio d’Adda. È il più breve tra i Navigli, ma è anche il più complesso. Ha un salto di quota di 27,5 m. L’intenzione era quella di collegare Milano a Como tramite la cerchia dei Navigli. I lavori di costruzione termineranno quasi tre secoli dopo, sotto Maria Teresa d’Austria, con inaugurazione nel 1777.

Oggi il Sistema dei Navigli milanesi è utilizzato a scopo turistico e per piacevoli passeggiate o gite sull’acqua.

Il Barchett

Cento anni fa il Naviglio Grande era solcato dai cosiddetti “barchett“, ovvero “barche corriere” che partivano da Abbiategrasso, Boffalora, Gaggiano e Turbigo e trasportavano passeggeri e corrispondenza fino alla Darsena di Milano. Uno di questi barchett fu al centro di una commedia scritta nel 1870 da Cletto Arrighi, che all’epoca ebbe un clamoroso successo, tanto da ottenere centinaia di repliche. Il servizio di trasporto coi barchett terminò nel 1913. Una di queste imbarcazioni si può ancora oggi ammirare a Boffalora sul Ticino.


Cinque motivi per ammirare i Navigli

  • Per conoscere le vie d’acqua lombarde
  • Per riscoprire luoghi di villeggiatura della borghesia milanese
  • Per pedalare lungo le ciclabili che affiancano i Navigli
  • Per andare alla scoperta dei sapori della zona
  • Per arrivare a Milano seguendo le via d’acqua


Come arrivo a Milano

Milano si raggiunge con l’auto seguendo le autostrade A1 (Milano-Napoli), A4 (Torino-Trieste) A8 (Milano-Varese) e A9 (Chiasso-Milano). In treno le stazioni principali sono la Stazione Centrale, Porta Garibaldi e Lambrate. Due gli aeroporti: Linate e Malpensa