Il Sarvanot di Monterosso Grana

Andiamo alla scoperta del bosco del Sarvanot, dei suoi segreti e della natura, siamo a Monterosso Grana, in provincia di Cuneo

Monterosso Grana è un piccolo e tranquillo borgo in provincia di Cuneo, situato a circa 700 metri d’altitudine ed è abitato da 533 persone. La località e circondata da boschi tra cui quello leggendario che racchiude il sentiero del Sarvanot.

Monterosso Grana, la mappa del sentiero del Sevarnot - Turista A Due Passi Da Casa
Monterosso Grana, la mappa del sentiero del Savarnot – Turista A Due Passi Da Casa

Contenuto dell’articolo

  1. Consigli di viaggio
  2. La leggenda
  3. Il percorso
  4. La suddivisione del sentiero
  5. Il tratto a Sud
  6. Il tratto a Nord
  7. Il Castello e la torre
  8. La chiusura del cerchio
  9. Cinque motivi per affrontare il percorso del Sarvanot
  10. Come arrivo a Monterosso Grana
  11. Audioguida
  12. Video

Consigli di viaggio

Quello di Monterosso Grana non è il classico borgo famoso che visiti per il castello o le sue chiese, ma questa località della provincia di Cuneo merita una visita per lo straordinario sentiero creato attorno al paese e che prende il nome di Sarvanot. Questa può essere la più classica delle passeggiate, ideali per le famiglie con bambini, immersa nel verde e per andare alla scoperta della natura e dei suoi componenti. L’idea per una rilassante domenica alla ricerca di qualche scatto particolare, per chi ama la fotografia naturalistica. Tanto sono gli animali che popolano il bosco e una parte del percorso è dedicata proprio a loro. Se non li si incontrerà dal vivo, ecco che saltuariamente spuntano le loro sagome, in cui …immedesimarsi.

La leggenda

Monterosso Grana vista dal sentiero del Sevarnot - Turista A Due Passi Da Casa
Monterosso Grana vista dal sentiero del Sarvanot – Turista A Due Passi Da Casa

Chi arriva a Monterosso Grana lo fa per passeggiare lungo il percorso di Sarvanot, nato grazie ad un gruppo di volontari per valorizzare le zone circostanti il borgo e legato ad una leggenda. Pare che qui viva uno spirito dispettoso. Secondo Vox populi pare sia metà uomo e metà animale e ogni tanto appaia agli umani per giocare loro qualche tiro mancino. Sarà vero?

Il percorso

E allora andiamo alla ricerca di questo essere, sperando di incontrarlo lungo il sentiero che ad anello circonda Monterosso Grana. Il percorso si trekking del Sarvanot e facile e consigliato alle famiglie con bambini. È lungo circa cinque chilometri e, a parte qualche tratto in leggera salita, è per lo più pianeggiante. Si tratta di un sentiero ad anello che inizia dalla zona del cimitero (dove si trova un piccolo parcheggio per le auto) lungo il quale si incontrano circa 50 cartelli indicanti le caratteristiche del posto. Ma non solo. Nella prima parte i boschi offrono spesso i loro frutti come lamponi, more, castagne, mele. Questi doni della natura, salvo rare occasioni, si trovano in proprietà private ed e specificatamente vietato coglierli. Siamo anche nella zona dei pascoli e della produzione del Castelmagno, il tipico formaggio della zona, che si può acquistare in un caseificio che si trova lungo il tragitto. Anche se all’apparenza può sembrare lungo, il sentiero dei Sarvanot permette di rientrare in paese in diversi punti.

La suddivisione del sentiero

Un sentiero, questo del Sarvanot diviso in due. Nel tratto a sud del percorso, detto anche “à l’ubai”, i cartelli raccontano le storie degli alberi che popolano i boschi, mentre nel tratto a Nord, “à la drech” sono menzionati gli animali che vivono in questa zona. Animali molto speciali in cui ci si può immedesimare. Le sagome infatti, presentano un’apertura all’altezza degli occhi. Posizionandosi dietro, è possibile prendere le loro sembianze. Ma andiamo con ordine.

Il tratto a Sud

Monterosso Grana la zona del Sardoulin - Turista A Due Passi Da Casa
Monterosso Grana la zona del Sardoulin – Turista A Due Passi Da Casa

Dalla piccola cappella di San Sebastiano addossata al cimitero di Monterosso Grana, e che contiene un ciclo di affreschi realizzato da Pietro da Saluzzo nel 1468 visibile da una vetrata, si percorre il primo tratto, quello a Sud. I primi cartelli posizionati raccontano le storie dei luoghi che si stanno attraversando e spiegano gli alberi che si susseguono lungo il percorso. Bastano pochi minuti di cammino per ammirare la prima magia: l’aula nel bosco. Si tratta di una piccola zona immersa nei castagni in cui ci sono giochi per bambini e una specie di spalto in legno dove, sedendosi, si ascoltano le lezioni del bosco.
Superata anche questa zona si passa il campeggio e subito dopo un ponticello sul torrente, prima di raggiungere la strada asfaltata e salire verso il caseificio. Lo si aggira e si riprende la strada nel bosco per arrivare, dopo qualche minuto nella zona di Sardoulin, dalla quale si può ammirare il borgo. Siamo anche in una zona di sosta prima di entrare nel Vio dei Mort. Qui c’è la possibilità di lasciare il percorso e fare ritorno nel nucleo del borgo. Una Croce ricorda che questo era il punto in cui, in passato, gli abitanti si ritrovano prima di partecipare ad un funerale. Seguendo il sentiero si arriva in una zona ricca di prati

Il tratto a Nord

Monterosso Grana, la chiesa di San Giovanni - Turista A Due Passi Da Casa
Monterosso Grana, la chiesa di San Giovanni – Turista A Due Passi Da Casa

Raggiunta la provinciale e la chiesa di San Giovanni, arriviamo nel tratto a nord (à la drech), quello detto delle Bestie e Bestiete. Uno dei luoghi preferiti dai bambini che si potranno immedesimare negli animali del bosco. Forse questa è la parte più difficoltosa del percorso perché è in salita. Ma la fatica sarà l’ultimo pensiero. Qui a dominare sono le sagome degli animali. Lupi, cinghiali, poiane, scoiattoli, tassi, cervi e tanti altri. Per capire dove sono posizionate le sagome basta guardare i segni rossi sull’asfalto. Questa parte di percorso si conclude davanti al castello dei conti di Monterosso risalente al XVII secolo. Siamo tornati nel borgo.

Il castello e la torre

Il castello si trova nella parte finale del percorso del Sarvanot e la struttura che si vede fu edificata da Federico Saluzzo tra il XIV ed il XV secolo. Noto come “Castello del Conte”, è stato trasformato in dimora signorile nel XVII secolo, mentre sulle colline alle sue spalle si può ancora oggi vedere quel che resta di una fortificazione sorta tra il IX-X secolo. Accanto al castello il conte Alessandro Saluzzo nel 1662 fece costruire una cappella ottagonale, mentre nel cortile è murato un frammento di lapide romana in travertino del II secolo Attualmente il castello e la torre sono di proprietà privata.

Monterosso Grana, la Coumbo - Turista A Due Passi Da Casa
Monterosso Grana, la Coumbo – Turista A Due Passi Da Casa

La chiusura del cerchio

Per ritornare al punto di partenza basta superare il ponte sul Grana e proseguire fino alla cappella di San Sebastiano.

Cinque motivi per affrontare il percorso

  • Per una rilassante passeggiata nei boschi
  • Per scoprire i segreti del bosco
    Perché è un sentiero ideale per i bambini
    Per conoscere questa zona della Valle Grana
  • Per visitare Monterosso Grana

Come arrivo a Monterosso Grana

Monterosso Grana si raggiunge in automobile da Torino seguendo la SS 393, quindi Autostrada A33, Asti-Cuneo fino a Cuneo. Raggiunta Caraglio si segue la Sp23 della Valle Grana fino a destinazione

RIPRODUZIONE RISERVATA