Un trekking a tratti impegnativo lungo l’antica via Via Francigena, da Ponte d’Arbia A San Quirico d’Orcia ma dall’aspetto storico e paesaggistico notevole
La Via Francigena, l’antica strada che i pellegrini percorrevano, sulle tracce del Vescovo di Canterbury, Sigerico, per arrivare sino a Roma passa anche dalla Toscana. Abbiamo percorso il tratto che da Ponte d’Arbia conduce a San Quirico d’Orcia tra borghi, natura e gli stupendi paesaggi della campagna toscana.
Contenuto dell’Articolo
- Spunti di Visita
- Si Parte
- Buonconvento
- Proseguiamo
- Torrenieri
- San Quirico d’Orcia
- La Cucina
- La Via Francigena
- Come arrivo a Ponte d’Arbia
- Buonconvento, il borgo
- Montalcino
- Arte, storia, bellezza, ma con garbo: siamo ad Asciano, nelle Crete Senesi
- Benessere e storia, tra terme e fascino dei monumenti, siamo a Rapolano Terme
- Bolgheri: Viale dei Cipressi, Castello e Vini – Un Viaggio nella Storia e negli Aromi Toscani
Spunti di Visita
L’intera regione Toscana è attraversata da questa antica via di pellegrinaggio. Sono diversi i tratti percorribili nella zona del senese, noi abbiamo scelto quella che da Ponte d’Arbia conduce a San Quirico d’Orcia. Un percorso lungo 29 km che per i più allenati si percorre in una giornata (circa in 6/8 ore) ma che per chi non è in formissima, può dividere in due e pernottare tranquillamente in uno dei tanti agriturismo sul tragitto. Questo percorso che si snoda tra le colline presenta dei saliscendi, alcuni anche impegnativi e altrettante strade decisamente più tranquille. Questo tragitto si può compiere a piedi o in mountain bike. E’ costituito per la maggior parte da sterrato e carrarecce. Non mancano tratti pavimentati.

Si Parte
Abbiamo stabilito che il nostro punto effettivo di partenza è Ponte d’Arbia. Il trekking è anche l’occasione per visitare i piccoli insediamenti che incontriamo sulla nostra strada. Partenza nelle prime ore della mattina da Ponte d’Arbia, frazione di Monteroni d‘Arbia, siamo a circa 25 Km da Siena. Cominciamo a camminare percorrendo un tratto pianeggiante. La prima salita arriva poco prima di Buonconvento, località che ruota attorno al castello.
Buonconvento
Eccoci davanti a questo borgo che è a pianta rettangolare ed è racchiuso da una possente cinta muraria, perfettamente conservata. È stata fatta costruire nel XIV secolo, sotto il dominio di Siena. Entriamo da una delle porte che immettono nel borgo. Al suo interno sorgono edifici monumentali a testimonianza del suo passato illustre. Da ammirare, sulla facciata del Palazzo Comunale, gli stemmi (sono 25) dei podestà che hanno governato Buonconvento fino al 1270.

Oggi questo è un centro agricolo. Il nome deriva da “Bonus Conventus” riferito alla fertilità della terra e dai vantaggi che le persone traevano dalla sua buona collocazione. Siamo in una zona dove le Crete si aprono dando uno spettacolo magnifico. Nelle giornate terse l’orizzonte spazia fino a Montalcino e al Monte Amiata.
Proseguiamo
Visitato velocemente il borgo trecentesco che lungo la via principale ospita anche il Museo di arte sacra della Val d’Arbia, proseguiamo il cammino per raggiungere Torrenieri. Si arriva in questo altro piccolo insediamento risalendo la valle dell’Ombrone, percorrendo un tratto della Cassia in direzione Montalcino, passando attraverso i vigneti del Brunello che ricoprono la collina.
Torrenieri

Torrenieri sorge sulla sponda destra del fiume Asso. Il Vescovo Sigerico la cita nel suo viaggio di ritorno verso Canterbury, sottolineando nel suo diario di essersi fermato in luogo “Turreiner”, una stazione di posta, dove aprovigionarsi di viveri.
Località citata dal Boccaccio nella novella IV della IX giornata del Decamerone. “Deh, fallo, se ti cal di me! perché hai tu questa fretta? Noi giugnerem bene ancora stasera a buonora a Torrenieri … senza più rispondergli, voltata la testa del pallafreno prese il camin verso Torrenieri”.
Oggi Torrenieri, già castello e comune autonomo, nel 1777, è una frazione del Comune di Montalcino.
Seguendo le orme di Sigerico, il Vescovo, arrivato a questo punto, cita nel suo diario la chiesa di Santa Maria Maddalena di Torrentieri, un edifico risalente al 1216 che durante i secoli ha subito diverse trasformazioni. L’ultima nel 1930 con l’aggiunta del campanile su disegno dell’architetto Primo Giusti. Il tempio è a croce latina con due absidi poste ai lati del transetto.
L’attigua chiesa di San Rocco, invece, è datata 1500, mentre è più antico il monastero di S. Piero ad Asso, che si trova nei dintorni di Torrenieri. Secondo un documento, risalirebbe attorno al 715. L’edifico fu però abbattuto nel XVIII secolo ed il materiale venne utilizzato per la costruzione della nuova torre della cattedrale di Montalcino.
Torrenieri ci porta nella Val d’Orcia e qui ricomincia il tratto in salita, ma è l’ultimo. Ci porterà alla collegiata di San Quirico d’Orcia.
San Quirico d’Orcia

Siamo al punto d’arrivo della tappa: San Quirico d’Orcia, dopo aver ammirato panorami stupendi della campagna senese e antichi borghi perfettamente conservati, come quello d’arrivo che è sede di un’antica pieve (VIII secolo) dedicata a San Quirico. L’edificio attuale risale alla fine del XII secolo. La chiesa è a pianta a croce latina con unica navata e cappelle absidali. Dei tre portali, il più significativo è il portale maggiore, costruito in stile lombardo.
La Cucina
La nostra giornata si conclude in uno dei tanti ristoranti cittadini per assaporare i piatti della tradizione locale: i pici, grossi spaghetti fatti a mano, conditi con sugo di carne, oppure il pansanto, una fettina con cavolfiore lessato aceto e olio, o ancora la panzanella, ovvero pane raffermo bagnato, condito con pomodoro, olio, cipolla, basilico . Tra i formaggi il cacio pecorino o il ravaggio. Infine i vini: su tutti il Brunello di Montalcino.
La Via Francigena

La via Francigena diretta a Roma, che altro non era se non una direzione e una consuetudine (non certo una strada unitaria vera e propria), nacque in questi anni. Per noi oggi il nome della via è strettamente legato alla figura di Sigerico, il vescovo che della strada diretta da S. Pietro fino a Canterbury ci ha lasciato una descrizione precisa, tappa per tappa. Partito da Canterbury, nel 990, Sigerico raggiunse Roma per ricevere l’investitura papale da Giovanni XV e il simbolo della sua carica di arcivescovo: il pallio. Lungo la via del ritorno, attraversata tutta l’Italia da Roma al Gran San Bernardo, toccate l’attuale Svizzera e la Francia, Sigerico raggiunse il punto di partenza, lasciando scritte le tappe che avevano segnato il suo viaggio. Il prezioso manoscritto fa parte della Cotton Collection della British Library di Londra, ed elenca le 79 località in cui il prelato e il suo seguito sostarono per la notte. tratto da : http://www.regione.toscana.it/via-francigena
Come arrivo a Ponte d’Arbia
Se dobbiamo percorre il tratto di Via Francigena a piedi, è meglio arrivare al punto di partenza in bus. La soluzione migliore per arrivare a Ponte d’Arbia è prendere il bus da Siena. Impiega circa 35 minuti. Al ritorno si può optare per la stessa soluzione, partendo da San Quirico d’Orcia per arrivare a Siena senza alcun problema.
Info:
Regione Toscana Via Francigena
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