Scopriamo il mondo degli antichi etruschi visitando il Parco Archeologico di Baratti e Populonia
Immerso tra le pendici del promontorio di Piombino e le acque cristalline del Golfo di Baratti, si nasconde un tesoro di inestimabile valore: il Parco Archeologico di Baratti e Populonia. Questo sito della storia millenaria ci porta alla scoperta delle antiche rovine della città etrusca e romana di Populonia.
Contenuto dell’Articolo
- Spunti di visita
- La Storia
- La Necropoli di San Cerbone
- Le Tombe
- La Necropoli delle Grotte
- Un consiglio
- Come arrivo al Parco Archeologico di Baratti e Populonia
- L’Area Archeologica di Populonia
- Il borgo di Populonia
- Volterra, la Città dell’Alabastro: Un Viaggio unico, dove arte e storia si intrecciano
- Visitiamo Sassetta, il borgo medievale del Marmo Rosso, siamo nel Cuore Medievale della Val di Cornia
- Un viaggio al centro delle profondità della Terra per esplorare le Grotte Antro del Corchia
- Un trekking cittadino alla scoperta di Pontremoli, tra Testaroli, Amor, Dante e Bancarella
- Un Trekking alla scoperta della Fioritura delle Orchidee in Val di Cornia
Spunti di visita

Per gli amanti della storia, per chi è alla ricerca di tracce di epoca etrusca e romana, il Parco Archeologico di Baratti e Populonia è il luogo ideale per conoscere queste antiche realtà. Si tratta di una visita (meglio se guidata) divisa in due parti, la prima che ci permette di immergersi completamente nell’antica cultura etrusca, offrendo una comprensione approfondita delle abitudini e degli usi funerari di quei tempi a noi molto lontani. La seconda, dopo un breve sentiero in salita, ci conduce verso la Necropoli delle Grotte. Un’esperienza affascinante, magari da effettuare in primavera o in autunno, quando le temperature sono più clementi. Sotto il sole estivo e a due passi dalla spiaggia, può sembrare una tortura. Anche se i luoghi che si visitano meritano veramente. La terza esperienza è quella invece dell’Antica Acropoli, che offre templi sacri e le strade romane che si snodano tra le rovine e che si trova poco fuori il borgo di Populonia (se ne parla in questo articolo). Ottimo lo spunto per fermarsi, dopo la visita, magari per il pranzo, visti i diversi ristoranti che troviamo al suo interno. Ne parliamo in questo articolo.
L’ingresso al sito è a pagamento, qui il link per le informazioni
La Storia

Populonia, un nome che rimanda a tempi antichi, ad una fervente attività metallurgica legata alla produzione del ferro e che oggi è testimone tangibile dell’ingegno e della prosperità degli antichi popoli etruschi e romani. Oggi,di quei tempi, restano reperti archeologici legati alle sepolture dei principi guerrieri che guardano fieri il mare del Golfo di Baratti. Un mix tra le antiche necropoli etrusche e i quartieri industriali. Le tombe infatti erano state sepolte da detriti dovuti alla lavorazione del ferro. La zona è ricca di miniere di questo metallo. La scoperta più importante risale al 1800 quando, casualmente vennero scopette le prime tombe dall’archeologo Isidoro Falchi. La zona, che risultava ancora ricca di scorie ferrose, fu data in concessione dallo stato italiano ad alcune società private, che sfruttarono questi materiali nell’industria siderurgica. Purtroppo l’escavazione danneggiò alcune tombe. Il resto è ciò che vediamo oggi. La tomba più importante è quella detta dei Carri di cui si può visitare (con guida) l’interno.
La Necropoli di San Cerbone
Situata nella parte bassa del parco, la necropoli di San Cerbone si erge nei pressi del Centro Visita. Si possono ammirare i tumuli principeschi e le tombe a edicola, ma anche le più recenti tombe a cassone e sarcofago. Ogni passo è una scoperta dell’antica Populonia e delle sue tradizioni funerarie.

Il consiglio è quello di usufruire del tour guidato (a pagamento) che permette di immergersi completamente nell’antica cultura etrusca, offrendo una comprensione approfondita delle abitudini e degli usi funerari di quei tempi lontani. Solo così si può capire l’evoluzione dei modelli architettonici, dal VII al V secolo a.C. e il significato delle sepolture per la società etrusca. Questo è anche l’unico modo per poter entrare in alcuni dei tumuli e ammirare dall’interno queste tombe. Capire anche con quali materiali sono state costruite.
Le Tombe

La Necropoli di San Cerbone presenta tre tipi di versi di tombe. Le più comuni sono quelle a tumulo, ovvero costituite da un basamento in arenaria e sormontate da una gronda in pietra sempre di origine locale. All’interno presentano una cella centrale usata per le sepolture e un soffitto a falsa cupola. Le tombe a edicola ci riportano al VI secolo a.C. hanno forma di un tempietto con statue come decorazioni. Gli storici sostengono che queste fossero utilizzate per più membri delle stesse famiglie. L’elemento emergente è sicuramente la Tra queste la Tomba del Bronzetto di Offerente, (vedi foto sopra) che fu costruita presumibilmente nel VI secolo a.C. e rinvenuta nel 1957. Si tratta di una tomba ad edicola a cella a pianta quadrangolare e tetto a doppio spiovente decorato. Del prestigioso corredo faceva parte anche un bronzetto che fu interpretato come un offerente dal quale prende il nome la tomba. Infine le tombe a cassone o a sarcofago, invece risalgono alla fine del VI secolo a.C. Prive di decorazione, erano costruire in pietra panchina.
La Necropoli delle Grotte

Visitata la Necropoli di San Cerbone, ci si incammina verso la suggestiva Via delle Cave che dal Centro Visita del Parco Archeologico di Baratti e Populonia ci porta a questa meravigliosa Necropoli detta delle Grotte. Ci si arriva dopo un precorso di circa 40 minuti che segue in sentiero sterrato che immette nel bosco, quindi seguendo la strada di arriva ad ammirare questo capolavoro incastonato tra le colline che si affacciano sul golfo di Baratti. Si tratta di tombe a camera utilizzate tra il IV e il III secolo a.C. scavate all’interno di cave di arenaria che erano state abbandonate. Se si guarda attentamente la roccia di colore rosso, si possono vedere anche simboli etruschi. Basta cercare bene (sarà la guida ad indirizzare lo sguardo verso il punto giusto). Scendendo verso il percorso di ritorno (che non è quello dell’andata) potrete incontrare altre tombe scavate nella roccia.
Un consiglio
Come si diceva, è consigliabile visitare queste necropoli in primavera e in autunno, quando le temperature sono ideali, ma se capitate in estate fate scorta d’acqua. E in qualsiasi caso è meglio indossare scarpe comode o da trekking per affrontare il terreno irregolare della necropoli.
Come arrivo al Parco Archeologico di Baratti e Populonia
Per chi arriva in auto da Livorno, si segue la SS1 in direzione San Vicenzo, superata la quale ci si immette sulla Strada Provinciale della Principessa fino a destinazione. Per chi arriva in treno, la stazione è quella di Populonia. Per arrivare al Parco ci sono due possibilità: taxi o bus (diretto) che arriva a Baratti Pergola.
Il Parco Archeologico di Baratti e Populonia dispone di un proprio parcheggio, ma attenzione d’estate: con le spiagge vicine, si fatica a trovare posto. Spiegate bene agli addetti che non dovete andare in spiaggia ma al parco, altrimenti, se c’è troppa folla tendono a non farvi entrare. Lasciare l’auto sulla strada è a rischio multa per divieto di sosta.
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