I Trabocchi di San Vito Chietino, tra storia e set fotografici
Tra i più suggestivi trabocchi sul mar Adriatico, quelli di San Vito Chietino, in provincia di Chieti sulla costa abruzzese, già casa dei pescatori più poveri, oggi sono ricercati ristoranti e sono diventati un punto dove scattare favolose fotografie in ogni momento della giornata, ma soprattutto all’alba

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Cosa sono i Trabocchi
Antiche macchine da pesca descritte nel “Trionfo della Morte” di D’Annunzio composti di tronchi intrecciati, ma anche di assi e gomene. Scheletri di antidiluviani anfibi, i Trabocchi, sono ai giorni nostri un’attrazione del tratto di costa adriatica abruzzese.
Queste costruzioni realizzate in legno di pino d’Aleppo sono state per secoli legate alla civiltà della pesca. I Trabocchi, piattaforme sospese a qualche metro dall’acqua con due o più lunghi bracci che sorreggono una rete a maglie strette, che gettata in mare intercetta il flusso di pesce che si muove sottocosta, oggi sono diventati soprattutto dei ricercati ristoranti.
I Trabocchi, una storia antica

I Trabocchi sembrano arrivare da un passato molto lontano, qualche storico ipotizza addirittura portati dai Fenici, altri studiosi collocano la nascita nel XVIII secolo, altri ancora, sostengono che sia legata ad un forte terremoto che colpì la zona nel 1627 e costrinse la popolazione a costruire queste piattaforme, spinta dalla immediata necessità di nutrirsi. Per secoli furono le abitazioni dei pescatori più poveri. O forse l’antica paura dell’avventurarsi in mare, portò l’uomo a costruire queste strutture per catturare il pesce.
Perché si chiamano così
Il termine trabocchi probabilmente è di derivazione dialettale “travocche”, dal latino Trabs. Altri studiosi fanno risalire l’origine alla parola trabocchetto: quello che si tende al pesce per catturarlo, o ancora sarebbe dovuto alla tecnica con cui si conficcano i pali tra gli scogli , “tra i buchi”.
I vari modelli di Trabocco
Sono diverse anche le tipologie di Trabocco che si ammirano lungo la costa adriatica. C’è il modello abruzzese, ovvero una piattaforma trasversale rispetto alla costa e collegata alla terraferma da un ponticello in legno, mentre quello pugliese, invece, ha una piattaforma longitudinale rispetto alla roccia cui è ancorata. Più a Nord, lungo il litorale ravennate si trovano le “padelle”, ovvero sbarramenti mobili usati nei cordoni di dune. Infine, sul Mar Tirreno, nella zona di Latina ci sono strutture simili chiamate bilancini.

Sicuramente i Trabocchi più famosi sono quelli della costa teatina della provincia di Chieti (da Francavilla a San Salvo), toccando località come San Vito Chietino, il “paese delle ginestre” dove soggiornò D’Annunzio e dove si trovano il suo eremo e un belvedere che porta il suo nome.

Più a Sud ecco Fossacesia Marina con la sua Abbazia di San Giovanni in Venere. Il tratto con i trabocchi si chiude nella zona della riserva naturale di Punta Aderici.
Le fotografie

Sarà il tratto di costa che alterna spiagge dorate a calette rocciose, i Trabocchi abruzzesi rappresentano un punto fermo per chi vuole ottenere scatti favolosi soprattutto al sorgere del sole o quando le onde del mare si infrangono sui pali di sostegno di queste costruzioni, o ancora quando i gabbiani si alzano in volo.
Come arrivo a San Vito Chietino
San Vito Chietino si raggiunge da Bologna seguendo l’Autostrada A14, Direzione Bari, Uscita Lanciano. Da Roma si segue l’Autostrada A25 in direzione Pescara, quindi A14, Verso Bari, Uscita Lanciano