San Leo, la rocca in controluce

San Leo, tra Montefeltro e Cagliostro

Andiamo alla scoperta del borgo di San Leo, in provincia di Rimini e della sua misteriosa rocca, in cui fu rinchiuso il conte di Cagliostro, ma anche il luogo dove fu ospitato Dante Alighieri durante l’esilio.

San Leo, la rocca
San Leo, la rocca

La visita al borgo di San Leo si divide in due fasi, la prima, quella del borgo medievale, tra vie lastricate in pietra, dove domina la maestosa pieve, mentre la seconda, quella più affascinante e misteriosa, ci porta ai 600 metri d’altezza, dove sorge la rocca che domina la vallata del Marecchia.


Il percorso di visita

Iniziamo il nostro percorso di visita di San Leo partendo dall’edificio più antico, ovvero, la pieve di Santa Maria Assunta, di epoca carolingia. La chiesa sarebbe sorta nel luogo dell’originaria celletta dove San Leo si ritirava in preghiera. Il Santo, arrivò in queste terre dalla Dalmazia accompagnato da San Marino. Furono loro ad evangelizzare la zona

La Pieve di Sanata Maria Assunta è una basilica a tre navate ricca di  pilastri e colonne realizzate con materiale di recupero di età romana. Da ammirare il ciborio del IX secolo.

Fa strano vedere due immense cattedrali costruite una accanto all’altra, ma uscendo dalla pieve, ci appare, in tutta la sua grandezza anche la cattedrale. Consacrata al culto di San Leone, edificio che subì nei secoli diversi rifacimenti. Conserva al suo interno un Crocifisso del XIII secolo. Al suo fianco ecco la possente torre campanaria di probabile origine bizantina. 

San Leo, torre campanaria
San Leo, torre campanaria

Gli edifici civili

Se gli edifici religiosi sono i primi ad essere visitati, non meno importanti sono, in piazza Dante Alighieri gli edifici civili come Palazzo Della Rovere, già residenza dei conti di Montefeltro e duchi di Urbino, ora sede municipale, palazzo Nardini (XIII-XVI sec.) che ospitò San Francesco nel 1213, e il palazzo Mediceo. Sempre sulla piazza ecco la chiesa della Madonna di Loreto.

La Rocca

Una scalinata ci porta fino alla rocca, edificata in cima alla rupe per ovvie ragioni difensive. Al termine della salita, dinanzi all’ingresso, ecco in bella mostra alcuni cannoni. 

L’edificio, probabilmente di origine altomedievale, venne ampliato tra XIII e XIV secolo dai Malatesta, mentre il mastio medievale fu modificato per volontà di  Federico da Montefeltro.
La Rocca di San Leo, nata come fortificazione militare con la leggenda di edificio inespugnabile, entrò a far parte dei possedimenti dello Stato Pontificio nel 1631 e assunse la caratteristica di carcere.

Nella Rocca di San Leo fu rinchiuso il conte di Cagliostro, uno dei più enigmatici avventurieri dell’età dei Lumi.

San Leo, il video


La cucina tipica di San Leo

Siamo in una terra di buona cucina e non possiamo lasciare San Leo senza aver assaggiato il piatto tipico del borgo, ovvero il coniglio al finocchio selvatico. Naturalmente, il pranzo si conclude con il balsamo di Cagliostro, un digestivo a base di liquirizia. Ottimi il miele di San Leo, così come il formaggio alle foglie di noce. Tra i vini, l’immancabile Sangiovese che accompagna ogni piatto del territorio.

San Leo, piazza Dante, sullo sfondo il palazzo comunale
San Leo, piazza Dante, sullo sfondo il palazzo comunale

Come arrivo a San Leo?

Si arriva a San Leo in automobile partendo da Rimini (Autostrada A14, Bologna-Taranto) si segue la Statale 258 in direzione Arezzo, quindi a Pietracuta si svolta a sinistra.