Borghi

Soncino, tra palazzi, chiese e l’antica arte della stampa

Una cittadina immersa nella Pianura Padana a cavallo tra Bergamo, Brescia e Cremona, Soncino è il luogo dove ancora si possono ascoltare i rumori dei macchinari che hanno fatto la storia della stampa.

Rumori che la rivoluzione digitale non è ancora riuscita ad eliminare definitivamente. Un affascinante mondo fatto di caratteri a piombo, macchinari azionati a mano (o elettrici) che imprimono fogli di carta apparentemente insignificanti, che li trasformano in cultura e ci hanno permesso di conservare il patrimonio storico del sapere.

Soncino casa dello Stampatore, macchinario – Turista a due passi da casa

L’antica arte della stampa aveva proprio qui a Soncino uno dei centri di maggior interesse. Questa non è l’unica caratteristica di questo borgo perso nella pianura Padana, ma è una delle caratteristiche di un luogo che conserva ancora l’anima medievale fatta di palazzi, chiese, una torre ettagonale e il la Rocca Sforzesca, ma anche fatta di leggende che parlano di tiranni catturati e murati vivi in un palazzo.

È una giornata piacevole quella che si trascorre a Soncino che ti colpisce per la cordialità della gente che, mentre ti fermi a fotografare i monumenti o ad orientarti, ti aiuta, consapevole che tu, forestiero, non sai muoverti tra queste incantevoli viuzze. Ma c’è di più. C’è anche chi ti racconta anche qualche curiosità locale. Meglio non si poteva pretendere.

Si visita Soncino cominciando dai luoghi a pagamento (che sono anche quelli con orario limitato di visita). Poco prima dell’ingresso della Rocca Sforzesca, è situato il chiosco dell’APT dove acquistare il biglietto cumulativo per vedere anche la Casa dello Stampatore e la Sala di Vita Medievale, ubicata all’interno del Chiostro della Chiesa di San Giacomo (si accede dalla Piazza della Pieve, c’è un piccolo cancello con la scritta Castrum Soncini).

La Rocca Sforzesca

ista a due passi da casa

La Rocca Sforzesca venne edificata nel 1473 su progetto dell’architetto Bartolomeo Gadio, e come la vediamo oggi presenta quattro torri. In quella del capitano erano ubicate le cucine, e la camera da letto del Capitano delle guardie. La torre cilindrica custodiva il tesoro. Le altre due sono torri gemelle. Alcune sale ospitano il Museo Archeologico, altre sono invece sede di mostre. Dal cortile è possibile accedere alle stanze sotterranee che collegano la Rocca ed il fossato.

La Rocca è stata anche il set di due famosi film:” Ladyhawke” di Richard Donner, con Michelle Pfeiffer; “Il mestiere delle armi” di Ermanno Olmi, ma a Soncino furono girati anche due sceneggiati (oggi si chiamerebbero fiction o serie) della RAI: “Marco Visconti” del 1975 con Raf Vallone e Gabriele Lavia e “Camilla” del 1976 con Giulietta Masina.

Fuori dalla rocca, camminando verso il fossato orientale sorge l’ex Filanda Meroni, un edificio del 1898, poco più avanti ecco Porta a Sera. Da qui si entra nel borgo.



La ex Filanda Meroni

Questo setificio appartenuto alla famiglia Meroni, rappresenta oggi una importante testimonianza del processo di lavorazione della seta. Al suo interno troviamo ancora il mulino idraulico, che forniva l’energia necessaria per il funzionamento dei macchinari, le vasche di decantazione e le caldaie a carbone. Nelle diverse sale si possono vedere gli strumenti utilizzati nel processo di produzione della seta.

Soncino, ex Filanda Meroni – Turista a due passi da casa

Il borgo

Siamo in via IV Novembre. Lungo l’arteria si nota la facciata della chiesa di San Giacomo, costruita nel XIV secolo al posto di un ospizio per i pellegrini. Un secolo dopo alla struttura originaria vennero aggiunti un paio di chiostri e il convento. Inoltre venne sopraelevato il presbiterio, sotto il quale si trova la cripta, conosciuta anche come Cripta della Santa Corona perché conserva i resti di una Sacra Spina di Gesù. Al suo interno inoltre si può ammirare un gruppo di otto statue in terracotta di Agostino De’Fondulis, il “Compianto del Cristo morto”, mentre in fondo alla navata di sinistra, si noteranno le mura annerite dai fuochi accesi dall’esercito tedesco durante la seconda Guerra Mondiale.

La torre ettagonale

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Fa parte del complesso della chiesa di San Giacomo la Torre ettagonale. Una rarità mondiale. Una torre dai sette lati e la scelta di costruire un edificio così, sarebbe stato legato ai sacramenti (che sono sette), uno per lato. La leggera pendenza di questa torre è dovuta al terremoto che colpì la zona nel 1802.

Palazzo Comunale

La prossima tappa della visita a Soncino è il Palazzo comunale, un insieme di diversi edifici, infatti alla costruzione originaria furono aggiunti nei secoli palazzo feudale con la sua torre, il palazzo vecchio, quello dei consoli, dotato di una torre civica, quindi venne eretto palazzo Pretorio, e il palazzo nuovo del XV secolo. La struttura attuale è quella successiva al terremoto del 1802. La facciata è dotata di una torretta sulla quale sono installati gli automi legati alla dominazione veneziana. L’orologio zodiacale presente è stato installato nel 1977

La tradizione vuol che nel Palazzo comunale sia sepolto il condottiero Ezzelino da Romano, detto il Terribile, rinchiuso qui dopo la sconfitta nella battaglia di Cassano del 27 Settembre 1259 dal soncinese Giovanni Turcazzano. Secondo le cronache, Ezzelino si lasciò morire e per tradizione, ogni mercoledì mattina alle ore 9.00 i rintocchi del campanone della torre civica ricordano l’agonia del tiranno.

La pieve di Santa Maria Assunta

Soncino pieve S Maria Assunta – Turista a due passi da casa

Dietro la Torre civica e lasciata Piazza Garibaldi, eccoci davanti alla Pieve di S. Maria Assunta. Si tratta della più antica chiesa della diocesi di Cremona. In bella vista la facciata in cotto e alla base delle colonne in marmo due leoni in pietra. Fondata nel V secolo e già sede vescovile, l’edificio che ci appare oggi è il frutto di restauri e rimaneggiamenti durante i secoli. L’ultimo dei quali risale al dopo terremoto del 1802, periodo in cui è stata eretta anche la grande cupola blu davanti all’altare maggiore. Della pieve di Santa Maria Assunta colpiscono gli interni di colore blu, tra decorazioni in stile neo bizantino e la tela che rappresenta Vespasiano che fa liberare Giuseppe Flavio dalle catene. Un affresco medievale che ritrae la Santissimia Trinità si trova nel mezzo della navata di sinistra in cui le tre figure sono rappresentate come persone identiche, anziché il classico Padre, Figlio e Spirito Santo.

La casa dello stampatore

Dalla Pieve l’itinerario conduce in via della Stampa dove sorge la Casa dello stampatore.

Il Museo della Stampa o Casa dello Stampatore, è animato da un volontario che racconta con minuzia di particolari l’arte di questo antico mestiere che tutti (nella versione moderna) attribuiscono a Johann Gutenberg, anche se a lui si deve solo il perfezionamento dei caratteri. Qui si respira un’atmosfera antica, si sente l’odore dell’inchiostro, si immagina il rumore dei macchinari che solo l’abile maestria dell’uomo riesce ad azionare. Siamo immersi nell’atmosfera di una stamperia ebraica del XV secolo.

Soncino, Casa dello Stampatore - Turista a due passi da casa
Soncino, Casa dello Stampatore – Turista a due passi da casa

All’interno del Museo della Stampa vediamo alcune macchine da stampa manuali risalenti al periodo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, un torchio ligneo utilizzato nel 1400, cassettiere che contengono i caratteri a piombo e in legno nonché le lettere dell’alfabeto ebraico. Al primo piano ci troviamo di fronte ad altri macchinari, ma anche ad originali e copie di libri stampati dai “Sonsino“, ed altre pubblicazioni, mentre al secondo piano, una mostra didattica e un video raccontano la vicenda di questa famiglia di stampatori.



Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La visita prosegue per le vie del borgo dove si ammirano altri storici palazzi cittadini, mentre fuori dalle mura si visita la chiesa di Santa Maria delle Grazie che si incontra sull’antica strada per Cremona. Dalla Rocca si raggiunge a piedi in pochi minuti. Si tratta di un edificio cinquecentesco con l’adiacente convento delle suore della Sacra Famiglia. All’interno si possono ammirare gli affreschi di Giulio Campi, dei fratelli Scanzi e della famiglia Stampa. Sulla controfacciata ecco un “Giudizio Universale” opera di Francesco e Bernardino Carminati.

Infine nella frazione di Galligano sorge il Museo archeologico Aquaria. Al suo interno sono custoditi reperti risalenti all’età della pietra, del bronzo e del ferro. Ricca anche la testimonianza della presenza celtica e romana nel territorio (aperto il mercoledì dalle 20.00 alle 22.00 e la domenica dalle 10.00 alle 12.00).

Come ultima sorpresa, questa cittadina annovera anche dei sotterranei. Una città sommersa che presenta cunicoli, stanze, pozzi, di cui in parte visitabili.



Come arrivo a Soncino

Soncino si dista 40 Km da Bergamo (SS498), 35 Km da Brescia (SS235), 60 Km da Milano (SS415) e 35 Km da Cremona (SS498). Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Crema e Soresina (linea Milano-Cremona) Romano di Lombardia (linea Milano-Venezia) In autobus, con la linea Milano – Crema – Soncino e linea Lodi – Crema – Soncino