Itinerari

Golasecca-Turbigo, una storica pedalata

Da Golasecca a Turbigo, una pedalata tra storia e natura lungo il corso del canale Industriale

Seguendo il corso del Canale Industriale pedaliamo tra Golasecca e Turbigo, due località tra le province di Varese e Milano ricche di storia. Si parte dall’età del bronzo e si arriva ai giorni nostri.

Una cascina lungo il percorso tra Golasecca e Turbigo
Una cascina lungo il percorso tra Golasecca e Turbigo

L’acqua come mezzo di trasporto

L’acqua in questa zona è stata un formidabile mezzo di trasporto per uomini e merci, oggi rappresenta un facile percorso per chi ama la bicicletta. Si pedala al fianco della “strada” di passaggio dei marmi utilizzati per la costruzione del Duomo di Milano. Le lastre provenivano dalle cave di Candoglio, sul Lago Maggiore, venivano trasportate fino al capoluogo attraverso il Lago, quindi lungo il Ticino ed infine sul Naviglio Grande.

Ma questo non è che uno dei riferimenti storici di questa zona. Qui ci sono tracce che vanno dal periodo del bronzo a quello della rivoluzione industriale. Il tutto racchiuso in pochi chilometri di strada: quelli che da Golasecca (Va) portano a Turbigo (Mi) seguendo in buona parte il Canale Industriale.

Si parte

Fissiamo la partenza della nostra pedalata a Golasecca (siamo a pochi chilometri da Sesto Calende, tra fiume Ticino e Lago Maggiore) e subito ci imbattiamo nel periodo del Bronzo. Qui sono stati rinvenuti importanti reperti storici della civiltà che prende il nome proprio da questa piccola località e che si sviluppò tra il IX e il IV secolo a.C. nel territorio compreso fra lo spartiacque alpino a nord, il Po a sud, il Serio ad est e il Sesia ad ovest.

La necropoli di Golasecca

Si tratta di tombe ritrovate grazie agli studi di un archeologo locale, l’abate G.B. Giani (1788-1857) agli inizi dell’800. Indizi unici che raccontano la vita e la cultura di questo popolo, la cui origine risale presumibilmente ai celti ed ubicato in posizione strategica per i commerci (lungo i percorsi per i passi del San Bernardino, Gottardo e Sempione).

Somma Lombardo

Somma Lombardo, il castello
Somma Lombardo, il castello

Il nostro tragitto (sulle strade cittadine) ci porta quindi a Somma Lombardo. Nei dintorni di questa località sono stati rinvenuti reperti a testimonianza della presenza umana sul territorio a partire dall’età del bronzo come il cromlech del Vigano, ovvero un grande recinto tombale e rituale, costituito da oltre trecento massi.

Qui si trova anche il “Sass di Bis”, ovvero il sasso delle bisce, un masso erratico con antiche incisioni. Raro esempio di incisioni rupestri nella zona.

Somma Lombardo fu un importante nodo della via romana chiamata dagli storici Mediolanum – Verbanus, lungo il tragitto da Milano ad Angera, passando per Sesto Calende. Negli anni ’80 alcuni resti della pavimentazione romana sono stati ritrovati durante  gli scavi per la costruzione di un centro commerciale.

Nel medioevo Somma Lombardo dipendeva dalla vicina Arsago Seprio. Importante centro politico e amministrativo longobardo e capo pieve, la cittadina ha sempre mantenuto una forte connotazione viabilistica. Anche oggi è sviluppata lungo la Strada Statale 33, del Sempione.

Ci riportano al medioevo le due fortificazioni, una all’ingresso del paese: il Monte Sordo (qui si trovano anche i resti di una fortificazione romana del III-V sec. d.C.) e l’altra nella zona dell’attuale Parrocchia, ma Somma Lombardo deve però gran parte del suo ricco passato ai domini dei Visconti, con il castello medievale.

Il Canale Industriale

Canale Industriale
Canale Industriale

Visitata Somma Lombardo, si scende in località Maddalena per proseguire il nostro percorso lungo l’alzaia del canale industriale, una derivazione del Naviglio su cui sorgono alcune antiche centrali idroelettriche.

Pedalando si raggiunge Tornavento di Lonate Pozzolo. Piccolo comune che fu sede il 22 giugno 1636 di una cruenta battaglia tra le truppe del re di Spagna e l’esercito francese, alleato dei Piemontesi. Vedi il post dedicato. Evento ricordato ogni anno con una storica manifestazione che si tiene nel mese di giugno.

La via di Gaggio

A Tornavento termina la via di Gaggio, una strada pedonale trasformata in un museo a cielo aperto. Qui si possono vedere cimeli della II Guerra Mondiale, passeggiare sulla pista militare dell’aeroporto della Malpensa, infine ammirare reperti di civiltà contadina.

Arriviamo a Nosate

Tornando sull’alzaia del Canale Industriale, dopo un lungo tratto pianeggiante ecco Nosate. Siamo entrati in provincia di Milano. Si tratta di un piccolo borgo il cui nucleo è arroccato su una collinetta e dominato dalla vecchia piazza di stile medievale.

Ma è nella parte bassa, quella che lambisce il vecchio corso del Naviglio, la zona più interessante: qui si erge la Chiesetta di Santa Maria in Binda, al cui interno sono conservati affreschi databili 1500, tra cui anche una delle pochissime “danza macabra”.

Nosate, chiesa santa Maria in Binda
Nosate, chiesa santa Maria in Binda

La piccola chiesetta ha origini longobarde, risale al VIII secolo. Prende il nome dalla località Binda, termine che in longobardo significa “striscia di terra”. In questo caso rappresenta il lembo di terra che si trova tra la costa del paese ed il Ticino. Anticamente era dedicata al culto dei morti. Nel 1904 in occasione dello scavo del vicino canale, furono rinvenute anche parecchie tombe contenenti oggetti del periodo longobardo.

I mulini ad acqua di Castano Primo

Un vecchio mulino sul Naviglio Grande

Superata la chiesetta, e procedendo verso la nostra meta finale, al primo incrocio svoltiamo a destra e superiamo il ponte che attraversa il Canale Industriale. Siamo in territorio di Castano Primo (località Ponte di Castano). Lasciata la strada, e superato un altro ponte in pietra, subito sulla sinistra si raggiunge una costruzione (privata) al cui interno si trova quel che resta del Mulino del Ponte.

Datato 1474 (secondo alcuni vecchi documenti) sono ancora visibili le due ruote che servivano a muovere le macine che trasformavano il grano in farina. Su una parete una scritta ed una data risalenti all’anno 1877, probabilmente la data dell’ultimo rifacimento del mulino.

Poco prima abbiamo attraversato un ponte in pietra. Si tratta di un’altra storica costruzione. Realizzata sul vecchio corso del Naviglio Grande. Ricostruito nel 1767, anticamente era in legno.

L’arrivo a Turbigo

Turbigo, panorama dalla Chiesa della Beata Vergine Assunta
Turbigo, panorama dalla Chiesa della Beata Vergine Assunta

Infine si arriva a Turbigo, meta finale della nostra pedalata. Siamo nel nord ovest della Provincia di Milano, al confine col Piemonte. Allungando lo sguardo notiamo una centrale elettrica. Si tratta di una delle prime costruite lungo il corso d’acqua.

Per concludere la nostra pedalata possiamo girare in bicicletta per le vie cittadine.Tracce di questa località si trovano in alcuni documenti del 1150.

Il castello

Turbigo il castello
Turbigo il castello

Turbigo fu sede di un castello posto a difesa della strada Como-Novara. Secondo alcuni documenti risalirebbe al  IX secolo. La struttura (oggi abitazione privata) è a pianta quadrangolare, costruita in ciottoli di fiume, pietra squadrata e mattoni. La fortificazione sarebbe stata edificata intorno a una torre di origine romana. Porta lo stemma dei Visconti.

Diverse le chiese edificate in paese, su tutte quella dei Santi Cosma e Damiano. Eretta fra il 1639 e il 1640. fu costruita su modello della Chiesa del Gesù di Roma. Presenta due volute di raccordo angolare e una facciata incompleta, a causa delle difficoltà economiche incorse durante le fasi costruttive. Restano solo due delle quattro cappelle originarie: quella del Crocifisso, restaurata nel 1991, e quella della Madonna della Ros.

Uscendo dal centro del paese in direzione del fiume, a poca distanza da Palazzo de Cristoforis (edificio di origine seicentesca a tre arcate in mattoni a vista) possiamo ammirare quel che resta della vecchia dogana austriaca risalente alla fine del 1700.

Il 3 giugno 1859 il paese fu teatro dello scontro tra francesi e piemontesi e austriaci che si concluse il giorno dopo con la battaglia di Magenta.

Il percorso

Da Golasecca a Turbigo si percorrono circa 24 Km, di cui il primo tratto quello che porta da Golasecca a Somma Lombardo è  aperto alle auto mentre dalla località Maddalena a Turbigo la strada è pianeggiante e chiusa alle auto, visto che si pedala lungo l’alzaia del Canale Industriale.

Come arrivo a Golasecca

Golasecca si raggiunge in auto dall’Autostrada A8 Milano Varese, diramazione per Gattico, A26, uscita Sesto Calende, poi si procede sulle strade cittadine fino a raggiungere il fiume Ticino che si costeggia fino a Golasecca.

In treno:  stazione Fs di Sesto Calende, poi si procede sulle strade cittadine fino a raggiungere il fiume Ticino che si costeggia fino a Golasecca.

Dal punto d’arrivo (Turbigo) col treno (linea Trenord) si raggiunge la stazione di Novara, quindi si torna a Sesto Calende, oppure dalla città piemontese si raggiungono Torino o Milano e le altre destinazioni