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Galliate, un trekking cittadino tra due leggende: Achille Varzi e il tesoro di Ludovico il Moro

Scopriamo Galliate, la città di Achille Varzi e della leggenda del tesoro di Ludovico il Moro

Il centro storico di Galliate, in provincia di Novara, la città del pioniere della Formula 1, Achille Varzi e delle tante chiese.  Ma soprattutto del suo castello che racchiude alcune leggende e un tesoro: quello di Ludovico il Moro. O forse no?

Galliate, il castello - Turista a due passi da casa
Galliate, il castello – Turista a due passi da casa

Agli sportivi, quelli puri, quelli veri, quelli che amano l’automobilismo, soprattutto quello eroico dei primi tempi, Achille Varzi ricorda uno dei pionieri di questo sport.
Molti si ricorderanno delle epiche battaglie con l’amico rivale, Tazio Nuvolari, molti si ricorderanno del suo debutto in motocicletta, prima di passare alle quattro ruote, ma forse sono pochi quelli che sanno che questo pilota è nato a Galliate, in provincia di Novara e che gli è stato dedicato un museo.
L’occasione è buona per vedere qualche cimelio storico, ma anche per visitare la città e il suo centro storico che ha mantenuto il tessuto viario medievale. Ma non solo.

Racchiuso nella cerchia degli antichi spalti (oggi i viali della circonvallazione) il centro storico di Galliate ha subito pochissime modifiche nel corso dei secoli. Strette strade selciate realizzate utilizzando i ciottoli del fiume Ticino, antiche corti, alcune visitabili, chiese e il Castello, completano la panoramica del nucleo cittadino.

Il castello

Galliate, il castello - Turista a due passi da casa
Galliate, il castello – Turista a due passi da casa

Cominciamo la nostra visita dal Castello. Si tratta di una costruzione tra le più importanti dell’intera provincia di Novara e, come vuole tradizione, legata a leggende misteriose.
Di incerta nascita, forse per volontà di Galeazzo Maria Sforza sulla precedente fortezza viscontea, i lavori per l’edificazione vennero realizzati  a più riprese che si conclusero solo nel 1496 per volontà di Ludovico il Moro che trasformò la struttura in residenza per la caccia.
Il Castello cittadino subì diverse trasformazioni finendo in degrado, finché, frazionato, nel 1878 venne ceduto a più proprietari. Oggi appartiene al comune.
L’edificio ha pianta quadrata con mura merlate e quattro torri agli angoli. In origine era circondato da un ampio fossato.
Altre due torri si elevano sui lati maggiori a sud e a nord, dove si trovano anche le porte d’ingresso con ponti levatoi e  rivellini in funzione di battiponte.

All’interno, nella parte orientale, si vedono i restauri ottocenteschi con il porticato in stile neo rinascimentale e la sala oggi utilizzata come Aula Consiliare. Da notare anche le quattro statue allegoriche  rappresentanti lavoro, cuore, mente e anima dello scultore Crivelli ed il ricco soffitto.

Altre eleganti decorazioni ornano l’ala sud occidentale (la Biblioteca). Affreschi risalenti al XVII-XIX secolo abbelliscono  la “Sala Rosa”,  la “Sala degli Stucchi” e la “Sala degli Stemmi”. Diverse altre pitture si possono ammirare nella torre di Nord-Est, oggi sede della collezione d’arte contemporanea del Museo Angelo Bozzola.

Le leggende

Si diceva delle leggende che aleggiano sul castello di Galliate. Una narra di un fantasma, anzi dello spirito di tal Gian Galeazzo Sforza, pare avvelenato a Pavia, ma che prima della morte avrebbe acquistato il maniero galliatese.
Non avendo potuto godere del suo acquisto, sembra… che il fantasma dell’uomo si sia trasferito qui dopo la morte e ancor oggi vaghi per i locali di quel che gli appartenne.

L’altra leggenda verosimile è quella del tesoro di Ludovico Sforza, detto il Moro, che sarebbe nascosto all’interno del castello, ma che è tuttora introvabile grazie ad un’invenzione di Leonardo da Vinci, il quale avrebbe creato un nascondiglio riconoscibile solo da un particolare mattone. Diversi hanno provato a cercarlo, ma nessuno finora, lo ha trovato. Sarà vero? Racconteremo i dettagli di questa leggenda in un prossimo post

Le chiese cittadine

Galliate, chiesa dei santi Pietro e Paolo, il campanile - Turista a due passi da casa
Galliate, chiesa dei santi Pietro e Paolo, il campanile – Turista a due passi da casa

Non avendo trovato né tesoro, né tanto meno fantasmi, lasciamo l’edificio per visitare la monumentale Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo.
L’edificio venne progettato da un sacerdote architetto, Don Ercole Marietti ed edificato tra il 1851 ed il 1873, nel luogo dove sorgeva una precedente chiesa.
Il tempio si presenta in forma neogotico con pianta a croce latina sormontata al centro da una cupola ottagonale. Si fa notare la facciata ornata da lesene e bande orizzontali bicromatiche.

Una storia a parte merita il campanile, che da progetto avrebbe dovuto essere alto 93 metri, ma che non fu portato a termine per mancanza di fondi. E’ alto 45 metri e sulla sommità è presente un concerto di nove campane.

Poco distante dalla parrocchiale sorge la chiesa dell’Immacolata Concezione, edificata per volontà dell’omonima confraternita nel 1590 e sopraelevata nel 1767.
Un portichetto protegge due affreschi ottocenteschi sulla facciata, mentre all’interno sono ospitate diverse opere d’arte.

La chiesa di San Gaudenzio risale al XVII secolo. Ha facciata neoclassica, mentre l’interno è dominato dal grande crocifisso di legno del milanese Pietro Frasa (1712) e dall’altare di marmo nero del 1732) proveniente dall’antica parrocchiale. Del primitivo edificio resta la grande tela della “Trinità”, al centro dell’abside.

Ci spostiamo in Via Diana Canonico dove sorgono le chiese di Sant’Urbano e Sant’Orsola. La prima, sede dell’omonima confraternita, fu edificata tra la fine del ‘500 e inizio ‘600, presenta facciata neoclassica, mentre all’interno conserva pregevoli tele seicentesche.

La chiesa di S.Orsola, con annesso convento delle suore Orsoline, è del 1637. Più volte ristrutturata, l’attuale aspetto è dovuto ai lavori terminati nel 1929.
La chiesa ha unica navata ma divisa in esterna ed interna. All’interno un pregevole altare ligneo seicentesco con al centro la statua della Madonna di Loreto.
Del convento si notano il portico del XVIII secolo dell’ampio giardino ed alcuni ambienti in uso alle suore.

All’angolo tra via Manzoni e via Beato Quagliotto sorge la chiesa di Sant’Antonio.
Si tratta della sede del più antico tra i sodalizi laicali galliatesi, l’arciconfraternita della Buona Morte o dei santi Dionigi e Antonio abate. La costruzione dell’edificio risale alla metà del 1700 e sorge davanti alla porta di Gesano o di S. Giovanni, su una costruzione preesistente. L’originale facciata settecentesca è rivolta verso levante. L’interno è ad una sola navata e conserva pregevoli tele.

Proseguendo in direzione del cimitero, si trova la chiesa di San Rocco, edificata nel 1631 sulle rovine di un precedente luogo di culto. E’ considerata una tra le più belle costruzioni religiose di Galliate.
La facciata tardo rinascimentale conserva le statue di S.Rocco (a destra) e S.Defendente (a sinistra) mentre l’interno è a croce greca con ampia cupola centrale e diversi affreschi.

Entrando nel cimitero cittadino ecco la chiesa di Santa Defendente.
All’uscita si prosegue fino al termine di via Varallino, percorrendo tutto il lungo viale si raggiunge la chiesa campestre di San Pietro in Vulpiate, meglio nota come “santuario del Varallino” . Il nome è dovuto al fatto che, in piccolo, ricorda il Sacro Monte di Varallo Sesia.
L’edificio sorge nel punto in cui anticamente si trovava una piccola cappella con l’immagine della Vergine Maria nell’atto di porgere al Bambino una pera (l’affresco del XV secolo è visibile dietro il coro). Anche in questo caso, una leggenda lega il luogo al santuario. ne parleremo prossimamente.

Galliate, chiesa di San Giuseppe – Turista a due passi da casa

L’ultima chiesa cittadina che visitiamo è quella di San Giuseppe, un edificio probabilmente risalente al 1400. L’aspetto attuale risale al dopoguerra. L’interno è dominato dalla cappella della Madonna della Neve e dalla seicentesca statua lignea di San Giuseppe.

Gallliate, terra di vino e risaie

Siamo a Galliate, in terra novarese, terra ricca di vini e di risaie. Non resta che entrare in uno dei locali tipici per assaporare le prelibatezze della zona come i risotti, oppure il formaggio gorgonzola. Tra i salumi, quello d’oca, mentre il dolce tipico è rappresentato dai Gramolini, preparati con zucchero, farina, burro, uova, uvetta, lucidati all’uovo e ricoperti di fine granella di zucchero, che qui si mangiano soprattutto per la ricorrenza di San Giuseppe (19 marzo) .
Infine merita un assaggio il locale vino chiamato “Baragieu”,  un vinello anemico, prodotto solo da pochi viticoltori, con uve delle vigne di baraggia.

Come arrivare a Galliate

Si arriva a Galliate percorrendo l’Autostrada A4. Da Milano o Torino uscita Novara Est, direzione Galliate, oppure in treno. La cittadina è sulla direttrice per Novara delle ferrovie Nord