Borghi Itinerari

Un suggestivo itinerario a Pacentro

Uno dei borghi più belli d’Abruzzo è Pacentro, località che sorge ai piedi del monte Morrone, a poca distanza da Sulmona, in Abruzzo. Un luogo dalla lunga storia e caratterizzato da una antica corsa a piedi scalzi che ancora oggi è una delle attrazioni del paese.

Questo e anche il borgo da cui sono partiti i nonni della cantante Madonna e i parenti del Segretario di Stato americano Mike Pompeo.

Pacentro, panorama
Pacentro, panorama

Arriviamo a Pacentro per la classica visita al centro storico, uno dei migliori e meglio tenuti tra i tanti che ho visitato. Passo dopo passo, decisi a fare il classico giro veloce del nucleo cittadino, per sbaglio ci inoltriamo nelle vie laterali, dove è tutto un susseguirsi di sorprese e scorci affascinanti, come quelli di via del Castello, di via di Sotto e di Porta della Rapa. 

L’origine del nome

Subito cerchiamo di capire l’origine del nome Pacentro. Il toponimo, ci raccontano, si presta a diverse interpretazioni, la più plausibile e quella legata ad un borgo di origine latina, secondo un ipotesi formulata dopo il ritrovamento di alcune lapidi e sepolcri, non molto lontano dall’abitato. Per altri il nome potrebbe essere legato anche alla leggenda di Pacinus, eroe troiano, che s’inoltrò per il Sannio, arrivando ai piedi del Monte Morrone fondando Pacentro.

Leggenda o origine latina, resta il dubbio sul nome. Poco importa. Siamo arrivati alla sommità del paese e abbiamo davanti a noi il castello Caldora. 

Il castello

La struttura risale al X secolo e con altre fortificazioni della zona faceva parte del sistema difensivo della Valle Peligna.

Pacentro, il castello

Inizialmente il castello di Pacentro aveva struttura a pianta triangolare, con una torre a Nord. Nel XV secolo, passò ai Caldora che ingrandirono la fortificazione. Fu la famiglia degli Orsini a far costruire le torri cilindriche a protezione di quelle quadrangolari. 

Poco sotto il castello ecco i Canaje, ovvero l’antico lavatoio pubblico, ma la cosa più interessante è la Preta tonna, o pietra dello scandalo. Una grossa pietra incavata utilizzata già utilizzata come unità di misura del grano, sulla quale i debitori insolventi erano obbligati a sedere nudi davanti ai passanti, come forma di pubblica umiliazione.

Le chiese

Nel nostro girovagare senza una meta tra le strade del centro storico di Pacentro notiamo diverse chiese. Su tutte merita una visita la cinquecentesca chiesa Madre

Dalla imponente facciata, conserva al suo interno anche la porta originaria, opera di un artista locale e intagliata nel legno, mentre basta alzare lo sguardo al cielo per notare la volta ricoperta di stucchi

Il campanile della chiesa Madre è secondo in altezza solo a quello dell’Annunziata di Sulmona. 

All’esterno dell’edificio, al centro della piazza, ecco una imponente fontana.

La chiesa di San Marcello, risalente al 1047 è la più antica del borgo. Al suo interno si trovano interessanti affreschi. Sul portale in legno di legge la data 1697. La chiesa extra-moenia della Madonna delle Grazie, di fine del Cinquecento è, invece, la tipica chiesa rurale a unica navata a pianta rettangolare. 

Si trova fuori delle mura anche la chiesa della Santissima Concezione, edificata  in stile barocco, al cui interno conserva sopra l’altare un maestoso dipinto dedicato all’Immacolata, opera del pittore fiammingo Spranger. 

I palazzi

Pacentro, scorcio

Lungo le vie cittadine fanno bella mostra i palazzi signorili, molti dei quali hanno splendidi portali, come il seicentesco palazzo Tonno, il  palazzo La Rocca, sede del municipio, ma anche palazzo Avolio, palazzo Massa e palazzo Granata. Passeggiando per le strada se ne trovano anche altri.

Le pitture rupestri

A conferma che questa zona è abitata dalla notte dei tempi, raggiungiamo la grotta di Colle Nusca, poco distante dal paese per vedere le pitture rupestri, graffiti raffiguranti uomini armati di frecce e archi. Segno che in un passato molto lontano da noi, qui si praticava la caccia. 

L’artigianato di Pacentro

Non solo caccia, ma a Pacentro, l’artigianato artistico vanta una tradizione secolare. Su tutte la lavorazione della pietra bianca della Maiella, che prende mille forme, così come dalle abili mani delle donne che lavorano all’uncinetto, nascono i tipici costumi femminili abruzzesi

Anche la lavorazione della terracotta ha una sua traduzione e il più celebre dei maestri a Pacentro e stato Peppino Avolio (1883-1962), autore di mammuccje per il presepe

La cucina

La cucina a Pacentro è quella tipica abruzzese e rispecchia la tradizione. Tra i primi ecco i maccheroni alla chitarra con sugo e polpettine di castrato, oppure la pecora bollita all’u cuttur, i ravioli alla ricotta, gli gnocchi con sugo di pecora ed infine la polta, il simbolo della sagra culinaria, un piatto della tradizione contadina e composto da ingredienti semplici come aglio e peperoncino soffritti in olio extra vergine d’oliva con aggiunta di cavoli, patate e fagioli bolliti.

Come arrivo a Pacentro

Pacentro si raggiunge sia da Roma che da Pescara dall’Autostrada A25 uscita Sulmona , quindi proseguendo in direzione della SS17 con indicazioni per Pacentro. Chi invece vuole raggiungere Pacentro in treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Sulmona – servizio bus. In aereo: aeroporto di Pescara (70 km); Roma Fiumicino